Veneto, 80mila euro per studi sulle fusioni dei Comuni
02/05/2026
La Regione Veneto apre il bando per finanziare gli studi di fattibilità su fusioni comunali e nuove Unioni montane, mettendo a disposizione 80mila euro per accompagnare gli enti locali in percorsi di riordino territoriale e rafforzamento amministrativo.
Domande aperte fino al 31 luglio 2026
Il provvedimento annunciato dall’assessore regionale agli Enti Locali, Marco Zecchinato, consente ai Comuni interessati di presentare domanda entro il 31 luglio 2026. Le risorse serviranno a sostenere analisi tecniche, economiche e organizzative sulle possibili fusioni tra enti e sulla costituzione di nuove forme associative, con particolare attenzione alle Unioni montane.
Secondo la Regione, il finanziamento degli studi rappresenta uno strumento operativo per aiutare gli amministratori locali a valutare scelte complesse, capaci di incidere sulla gestione dei servizi pubblici, sulla capacità di programmazione e sulla solidità istituzionale dei territori. L’obiettivo dichiarato è ridurre la frammentazione amministrativa, senza cancellare l’identità delle comunità locali.
Coinvolti 130 Comuni sotto i 10mila abitanti
Zecchinato ha richiamato la situazione dei 130 Comuni veneti con meno di 10mila abitanti, realtà che possono incontrare difficoltà nel garantire servizi adeguati ai cittadini a causa di vincoli di spesa, carenza di personale e limiti strutturali. In questo quadro, la fusione viene indicata come una possibilità concreta per generare economie di scala, migliorare l’organizzazione amministrativa e aumentare la rappresentatività dei territori.
Gli studi di fattibilità dovranno fornire elementi rigorosi per valutare benefici, criticità e prospettive dei percorsi proposti. La Regione prevede anche il coinvolgimento diretto dei cittadini attraverso sondaggi di opinione, così da affiancare alle valutazioni tecniche una lettura del sentimento delle comunità interessate.
Priorità ai progetti di fusione e alle aree montane
Nel riparto delle risorse, la priorità sarà assegnata ai progetti di fusione rispetto ad altre forme associative. Una particolare attenzione sarà riservata ai territori montani, dove la Regione punta a estendere il modello di razionalizzazione già avviato nel Bellunese.
Per l’assessore Zecchinato, il percorso deve portare alla costruzione di enti più solidi, in grado di attrarre investimenti, migliorare la qualità dei servizi e rispondere con maggiore efficacia ai bisogni dei cittadini. Il bando si inserisce quindi in una strategia regionale che guarda al riordino istituzionale come leva per sostenere i piccoli Comuni, rafforzare le amministrazioni locali e rendere più efficiente la gestione pubblica nei territori veneti.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to