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Veneto, Stefani rilancia lo stop ai social per gli under 14

16/06/2026

Veneto, Stefani rilancia lo stop ai social per gli under 14

Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, rilancia la proposta di vietare l’accesso ai social network ai minori di 14 anni, collegandola al dibattito internazionale sulla tutela dei ragazzi nel mondo digitale. Il riferimento è all’annuncio del primo ministro britannico Keir Starmer, intenzionato a introdurre nel Regno Unito un provvedimento per limitare l’uso di numerose piattaforme social agli under 16 entro la fine di dicembre, con possibile entrata in vigore nella primavera successiva.

La proposta firmata alla Camera

Stefani ricorda di aver firmato, prima dell’elezione alla guida della Giunta regionale del Veneto, un disegno di legge alla Camera per bloccare l’utilizzo dei social ai minori di 14 anni. Una misura che il presidente sostiene anche nel nuovo ruolo istituzionale, indicando la protezione della salute psicologica dei giovani come una priorità che supera i confini nazionali.

Secondo il governatore, la scelta annunciata da Starmer conferma l’esistenza di una preoccupazione molto ampia sul rapporto tra adolescenti e piattaforme digitali. Al centro della questione ci sono l’esposizione a contenuti dannosi, il rischio di dipendenze, la mancanza di filtri efficaci e la difficoltà, per famiglie e istituzioni, di controllare ambienti digitali accessibili ogni giorno da milioni di minori.

“La salute dei giovani e la promozione del loro benessere psicologico non ha frontiere, proprio come il mondo digitale con cui si confrontano ogni giorno”, afferma Stefani, sottolineando che il tema riguarda ormai governi, scuole, famiglie e autorità pubbliche chiamate a intervenire su un fenomeno in rapida evoluzione.

Verifica dell’età e identità digitale

Uno dei punti indicati dal presidente veneto riguarda l’assenza di un sistema realmente efficace per verificare l’età degli utenti. Per Stefani, il divieto sotto una certa soglia anagrafica dovrebbe essere accompagnato da strumenti di identità digitale capaci di confermare la maturità dell’utente e impedire un accesso precoce e non controllato alle piattaforme.

Il ragionamento parte da un dato di fatto: molti ragazzi entrano nei social prima dell’età formalmente prevista dalle regole delle piattaforme, spesso senza controlli sostanziali. In questo spazio, secondo Stefani, possono imbattersi in immagini, video e messaggi inappropriati, con conseguenze sul comportamento, sulle relazioni e sulla vita quotidiana.

Il presidente richiama anche il parere degli esperti, secondo cui tra gli adolescenti non sarebbero rari stati d’ansia, dipendenza e irrequietezza collegati all’uso dei social. Da qui l’invito ad agire con rapidità, trattando la questione come un problema serio di salute pubblica e non come un semplice tema educativo affidato alla sola responsabilità delle famiglie.

Il sostegno alle famiglie

Per Stefani, la tutela dei giovani deve diventare una responsabilità collettiva. Le famiglie, osserva, hanno il diritto di sapere che le istituzioni sono al loro fianco nel proteggere i figli da contesti digitali difficili da prevedere e da governare. Il rischio, secondo il presidente, è che bambini e adolescenti si trovino soli davanti a contenuti violenti o inappropriati, senza adeguati strumenti di difesa.

La posizione del Veneto si inserisce così in un confronto che coinvolge diversi Paesi europei e che chiama in causa la regolazione delle piattaforme, la responsabilità delle aziende tecnologiche, la protezione dei minori e il ruolo dei sistemi pubblici di controllo. Il nodo non riguarda soltanto il tempo trascorso online, ma anche la qualità dei contenuti proposti dagli algoritmi e la capacità degli adulti di intervenire prima che l’esposizione produca effetti negativi.

Stefani conclude sostenendo la necessità di andare avanti con il progetto “per il bene dei giovani”, indicando nel divieto e nella verifica dell’età due strumenti per ridurre l’accesso precoce ai social e rafforzare la protezione dei minori nel mondo digitale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to