Padova, arrestato mentre aggredisce la moglie all’Arcella
16/06/2026
Un uomo di 50 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato di Padova dopo essere stato fermato dalle Volanti mentre stava aggredendo la moglie nella loro abitazione all’Arcella. La donna, una 56enne padovana, è stata colpita con calci, pugni e con un pezzo di manico di scopa: in ospedale le sono state diagnosticate contusioni multiple e la frattura di una costola, con una prognosi di 30 giorni salvo complicazioni.
L’intervento dopo la chiamata al 113
L’episodio è avvenuto nella serata di sabato 13 giugno. Intorno alle 20, la Sala Operativa della Questura ha inviato due Volanti all’Arcella dopo la segnalazione arrivata al 113 da una residente, allarmata dalle richieste di aiuto provenienti dall’abitazione di una vicina.
Arrivati sul posto, i poliziotti hanno individuato rapidamente l’appartamento. Dall’interno si sentivano le grida della donna, in lacrime, mentre l’aggressione era ancora in corso. Gli agenti si sono fatti aprire la porta e, entrando nell’abitazione, hanno trovato la vittima seduta a terra, visibilmente scossa, e l’uomo con in mano un oggetto di legno.
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, il 50enne avrebbe tentato di chiudere il portone alla vista della pattuglia. Gli agenti sono riusciti a impedirlo e a entrare in casa. L’uomo, descritto in evidente stato di alterazione psicofisica, agitato e con ferite superficiali alle mani, avrebbe poi cercato di aggredire anche i poliziotti brandendo il pezzo di legno per spingerli verso l’uscita.
La donna soccorsa dal 118, l’uomo danneggia la Volante
I poliziotti sono riusciti a bloccare il 50enne e a farlo salire sull’auto di servizio per accompagnarlo in Questura. Durante il tragitto, però, l’uomo ha sferrato forti calci contro il finestrino posteriore della Volante, fino a infrangerlo.
Nel frattempo, gli operatori della seconda pattuglia hanno prestato soccorso alla donna, che presentava numerosi lividi e dolori alla schiena e in altre parti del corpo. È stato quindi richiesto l’intervento del personale sanitario del 118, che l’ha trasportata in ambulanza in ospedale.
Gli accertamenti svolti nell’immediatezza hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’aggressione. La donna sarebbe rientrata a casa dopo alcune commissioni pomeridiane e avrebbe trovato il marito in stato di forte alterazione. L’uomo, per motivi di gelosia, l’avrebbe insultata, minacciata e poi colpita ripetutamente con calci, pugni e bastonate usando un pezzo di manico di scopa rotto.
In casa i segni della violenza e un bastone spezzato
Nell’appartamento gli agenti hanno rilevato i segni di una lite violenta appena terminata. A terra c’erano diversi oggetti rovesciati e il bastone spezzato che, secondo la ricostruzione, sarebbe stato utilizzato durante l’aggressione.
Dagli approfondimenti è emerso inoltre che quello di sabato non sarebbe stato un episodio isolato. La donna avrebbe già subito in passato aggressioni fisiche e verbali da parte del marito, con una situazione di violenza familiare ormai frequente.
Negli uffici della Questura, l’uomo è stato sottoposto a fotosegnalamento e identificato come cittadino tunisino di 50 anni, regolare sul territorio nazionale e presente in Italia dal 2002, anno del primo fotosegnalamento. A suo carico risultano precedenti penali per maltrattamenti in famiglia, spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e violazioni in materia di immigrazione.
Arresto, Codice Rosso e revoca del permesso di soggiorno
Alla luce della flagranza dei reati contestati, tra cui maltrattamenti in famiglia, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato dell’autovettura di servizio, la Polizia ha attivato la procedura prevista dal cosiddetto Codice Rosso. Il 50enne è stato arrestato e messo a disposizione della Procura della Repubblica.
Al termine degli atti, l’uomo è stato trasferito nella Casa circondariale “Due Palazzi” di Padova. La moglie è stata dimessa nel corso della notte con una prognosi di 30 giorni per le lesioni riportate.
Il Questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, valutata la gravità dei fatti, ha disposto l’attivazione dell’Ufficio Immigrazione per l’avvio urgente della procedura di revoca del permesso di soggiorno dell’uomo. È stata inoltre interessata la Divisione Polizia Anticrimine per l’adozione di misure di prevenzione personali.
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