Padova, 37enne ai domiciliari per abusi su minori
18/05/2026
La Polizia di Stato ha eseguito a Padova un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un uomo di 37 anni, originario della provincia di Treviso, indagato per plurimi episodi di violenza sessuale aggravata ai danni di minorenni. Il provvedimento cautelare, richiesto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova e disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari, arriva al termine di un’articolata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile.
L’indagine partita dalla segnalazione di un diciassettenne
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’attività d’indagine è stata avviata dopo una segnalazione relativa a presunti abusi subiti da un ragazzo di 17 anni nel marzo scorso, durante un fine settimana trascorso fuori regione. Il minore avrebbe trovato il coraggio di confidare quanto accaduto a un proprio insegnante, consentendo così l’attivazione, da parte della Squadra Mobile e della Procura, della procedura prevista dal Codice Rosso.
Dagli accertamenti sarebbe emerso che l’indagato era un amico di famiglia della vittima e che, a breve, avrebbe dovuto svolgere anche il ruolo di padrino di Cresima del ragazzo. Il rapporto di fiducia costruito nel tempo, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe reso più difficile per il minore raccontare le violenze subite e chiedere aiuto agli adulti di riferimento.
L’approfondimento dell’indagine ha poi permesso agli agenti di individuare altri minori, ragazzi e ragazze, che sarebbero stati coinvolti in episodi analoghi. Al momento le giovani vittime individuate sono sette, con fatti che, secondo la ricostruzione della Procura, si collocherebbero in un arco temporale compreso tra il 2017 e il 2026.
Il ruolo di insegnante e animatore al centro degli accertamenti
Il 37enne, secondo gli inquirenti, sarebbe entrato nella vita dei minori attraverso il proprio ruolo di insegnante di religione in una scuola privata e di animatore parrocchiale in diverse realtà ecclesiali. Proprio queste funzioni gli avrebbero consentito di entrare in contatto con ragazzi affidati alla sua presenza educativa, instaurando anche rapporti di fiducia con le famiglie.
La Squadra Mobile ha ricostruito un presunto schema relazionale nel quale l’uomo avrebbe progressivamente conquistato la confidenza dei genitori e dei minori, millantando ruoli di autorevolezza e creando un rapporto tale da rendere più complessa l’emersione dei fatti. Gli episodi contestati, secondo l’accusa, sarebbero stati compiuti con azioni improvvise e repentine, capaci di sorprendere le giovani vittime e di impedirne una reazione immediata.
All’esito degli approfondimenti investigativi, la Procura di Padova ha chiesto la misura cautelare degli arresti domiciliari, poi emessa dal Gip ed eseguita dagli agenti della Squadra Mobile nella giornata di venerdì 15 maggio. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari: la responsabilità penale dell’indagato dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti e potrà essere definita solo con eventuale sentenza definitiva di condanna.
Articolo Precedente
Padova, centri estivi 2026 per bambini dai 3 ai 14 anni
Articolo Successivo
Padova ricorda Arnaldo Trevisan, agente ucciso nel 1988