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Cure termali, Stato-Regioni approva accordo 2025-2028

26/05/2026

Cure termali, Stato-Regioni approva accordo 2025-2028

La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera alla proposta di rinnovo dell’accordo nazionale per l’erogazione delle prestazioni termali nel quadriennio 2025-2028. Il provvedimento, ora atteso al nulla osta definitivo dei Ministeri della Salute e dell’Economia e delle Finanze, consolida il rapporto tra sistema termale e Servizio sanitario nazionale, definendo tariffe, tetti di spesa e prospettive di sviluppo per un comparto che in Veneto mantiene un peso sanitario, sociale ed economico significativo.

Tariffe e tetti di spesa nel nuovo accordo nazionale

Ad annunciare l’esito della Conferenza è stato l’assessore al Bilancio della Regione del Veneto, Filippo Giacinti, intervenuto su delega del presidente Alberto Stefani. Secondo Giacinti, il rinnovo dell’intesa rappresenta un passaggio rilevante per rafforzare il ruolo delle cure termali all’interno del sistema pubblico, sia nella cornice nazionale sia nelle articolazioni regionali.

L’accordo prevede il mantenimento delle tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni termali a carico del Servizio sanitario nazionale negli anni 2025 e 2026. Per il 2027 e il 2028 è invece previsto un incremento del 2 per cento annuo. Restano invariati rispetto al 2024 anche i tetti di spesa regionali per il 2025; nel 2026 le Regioni potranno aumentarli fino al 5 per cento, mentre per il 2027 e il 2028 saranno confermati i livelli dell’anno precedente.

Il settore termale, ha evidenziato Giacinti, continua a essere seguito con attenzione dalla Regione perché rappresenta un luogo di salute e benessere, ma anche un presidio economico per molti territori. Le terme venete, per diffusione e qualità dell’offerta, restano infatti una componente riconoscibile del sistema regionale, capace di unire prestazioni sanitarie, accoglienza e ricadute occupazionali.

Gerosa: terme presidio sanitario per prevenzione e riabilitazione

L’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, ha richiamato il valore delle terme come presidio sanitario strategico, in grado di integrare prevenzione, terapia e riabilitazione. Il modello termale, secondo Gerosa, può contribuire al miglioramento della funzionalità motoria e respiratoria, della qualità della vita e anche delle funzioni psicologiche e neurocognitive dei pazienti.

In una fase in cui il sistema sanitario deve misurarsi con l’aumento delle cronicità e con una domanda crescente di percorsi riabilitativi, il comparto termale può offrire un supporto concreto, anche nella riduzione dei ricoveri ospedalieri e nella gestione di bisogni assistenziali che richiedono continuità. L’evoluzione tecnologica, comprese le piattaforme di teleriabilitazione, apre ulteriori possibilità di integrazione tra cure tradizionali e nuovi strumenti di presa in carico.

In Veneto il settore conta 80 stabilimenti termali accreditati, oltre 90mila ricette prescritte, più di un milione di prestazioni erogate e un valore complessivo di circa 25 milioni di euro. Numeri che confermano la rilevanza del comparto e spiegano l’attenzione della Regione verso un accordo destinato a incidere sulla programmazione dei prossimi anni.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to