Caricamento...

Padova365 Logo Padova365

Cocaina per il mercato di Padova, cinque arresti della Squadra Mobile

08/06/2026

Cocaina per il mercato di Padova, cinque arresti della Squadra Mobile

Cinque cittadini albanesi sono stati arrestati dalla Polizia di Stato di Padova nell’ambito di un’indagine sul traffico di cocaina destinata prevalentemente al mercato padovano. L’attività, condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Procura della Repubblica, ha permesso di sequestrare complessivamente due chili e mezzo di cocaina, un’arma da sparo risultata rubata a Padova nel 2019, completa di caricatore e proiettili, e tre auto di grossa cilindrata.

Il gruppo e gli arresti tra febbraio e maggio

L’indagine è stata sviluppata dagli agenti dell’Unità Specializzata Antidroga della Squadra Mobile, anche attraverso attività tecniche autorizzate dall’Autorità giudiziaria. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sodalizio era composto da cinque cittadini albanesi di 31, 32, 34, 50 e 52 anni. Quattro di loro risultavano già condannati per reati in materia di stupefacenti, mentre il 52enne era l’unico incensurato del gruppo.

Gli arresti sono stati eseguiti in un arco temporale compreso tra febbraio e maggio 2026. Quattro indagati sono stati fermati in flagranza di reato e sottoposti alla misura della custodia cautelare in carcere. Nei confronti del più giovane, il 31enne, il Tribunale di Sorveglianza ha invece ripristinato la detenzione in carcere per la violazione reiterata della misura alternativa alla quale era sottoposto.

Secondo gli accertamenti, l’uomo non avrebbe rispettato le prescrizioni imposte, non trovandosi al lavoro negli orari previsti e continuando a frequentare connazionali pregiudicati coinvolti nel traffico di droga. Per la Procura di Padova, questa condotta ha giustificato l’aggravamento della misura, con il ritorno in carcere fino alla definitiva espiazione della pena già passata in giudicato.

Il sistema dei codici e le consegne con chat criptate

Nel corso dell’indagine è emerso un sistema organizzato per ridurre il rischio di controlli durante le consegne della droga. Il gruppo avrebbe utilizzato un meccanismo basato su codici comunicati tramite chat criptate, pensato per tutelare sia il corriere sia il destinatario dello stupefacente.

Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, chi era incaricato del trasporto riceveva le coordinate del luogo dell’appuntamento e un codice da utilizzare al momento della consegna. La persona destinata a ritirare la cocaina riceveva a sua volta un codice di risposta, da comunicare al corriere. In caso di codice mancante o errato, la droga non veniva consegnata.

La sostanza veniva trasportata all’interno di veicoli dotati di vani artefatti, dove era occultata in modo da sfuggire ai controlli. Uno degli indagati proveniva dall’hinterland milanese, elemento che conferma la dimensione non esclusivamente locale del circuito di approvvigionamento e distribuzione. Gli investigatori, tuttavia, sono riusciti a comprendere in anticipo il sistema e a intervenire durante le fasi di scambio, arrestando i principali protagonisti dell’attività illecita.

Droga ad alto principio attivo e valore da 200mila euro

La cocaina sequestrata aveva un principio attivo elevato, pari a circa l’80%. Secondo le stime investigative, una volta immessa sul mercato padovano avrebbe potuto essere venduta a un prezzo compreso tra 60 e 80 euro al grammo, con un valore complessivo di circa 200mila euro.

Il dato economico conferma gli interessi rilevanti legati al traffico di stupefacenti. La droga, acquistata a un prezzo molto più basso nelle fasi precedenti della filiera, avrebbe potuto generare un valore fino a quattro volte superiore nella vendita al dettaglio. Un margine che spiega l’organizzazione delle consegne, l’uso di comunicazioni criptate, i sistemi di occultamento nei veicoli e la disponibilità di auto di grossa cilindrata.

Durante l’attività sono stati sequestrati anche una pistola risultata provento di furto, con caricatore e munizioni, e tre autovetture. La presenza dell’arma, rinvenuta nel corso delle indagini, ha aggiunto un ulteriore elemento di gravità al quadro ricostruito dagli investigatori.

Chiuso per 30 giorni un locale frequentato da uno degli arrestati

Nell’ambito della stessa indagine, la Squadra Mobile ha segnalato alla Polizia Amministrativa della Questura di Padova un noto locale cittadino frequentato da uno degli arrestati. A febbraio, nei confronti di quell’uomo, oltre alla cocaina era stata sequestrata anche l’arma da sparo risultata rubata.

Sulla base degli elementi forniti dagli investigatori e di ulteriori riscontri acquisiti attraverso controlli successivi, il Questore di Padova, Marco Odorisio, il 14 maggio ha disposto la chiusura del locale per 30 giorni ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

L’operazione conferma l’attenzione della Polizia di Stato sul traffico di droga nel territorio padovano e sulle reti criminali capaci di muovere quantitativi rilevanti di stupefacente. Gli elementi raccolti, secondo gli inquirenti, hanno permesso di disarticolare un gruppo strutturato, radicato sul territorio nazionale e collegato a un mercato illecito ad alta redditività.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.