Veneto, Agenda Digitale 2030: al via il confronto con i territori
29/09/2026
È partito da Padova il percorso della Regione verso la nuova Agenda Digitale del Veneto 2030. Il primo dei cinque incontri territoriali ha riunito istituzioni, enti locali, mondo della formazione e soggetti impegnati nell’innovazione per raccogliere proposte e bisogni da tradurre nelle future priorità regionali. Al centro del confronto competenze digitali, istruzione, cultura e ruolo dei Comuni.
Cinque incontri per costruire la nuova Agenda Digitale
Ad aprire l’appuntamento è stato l’assessore regionale all’Agenda digitale Filippo Giacinti, che ha indicato nel coinvolgimento dei territori il metodo scelto per definire la strategia fino al 2030. Il percorso prevede complessivamente cinque eventi dedicati alle principali dimensioni dello sviluppo regionale.
L’obiettivo è raccogliere contributi da istituzioni, imprese, enti locali, ricerca, innovazione e cittadini, evitando che la nuova Agenda venga costruita esclusivamente come un documento tecnico. Secondo Giacinti, la trasformazione digitale dovrà essere valutata soprattutto per la capacità di migliorare i servizi e rispondere ai bisogni concreti delle persone.
Il primo incontro si è articolato in tre tavoli di lavoro: competenze, istruzione e formazione; attività e beni culturali; enti locali, comunità e identità territoriali.
I Comuni al centro della trasformazione digitale
Al confronto ha partecipato anche l’assessore agli Enti locali e Governo del territorio Marco Zecchinato, che ha sottolineato la necessità di mettere in relazione dati, infrastrutture e competenze per migliorare la capacità di pianificazione delle amministrazioni.
In questa prospettiva, i Comuni vengono considerati un punto di riferimento essenziale per cittadini e imprese. La strategia regionale punta quindi a fornire agli enti locali strumenti digitali semplici, condivisi ed efficaci, rafforzando la cooperazione tra diversi livelli istituzionali.
L’Agenda Digitale del Veneto 2030 dovrà così integrare innovazione tecnologica, pianificazione del territorio e accesso ai servizi, con particolare attenzione anche alle differenze tra aree urbane e territori più piccoli.
Nel 2025 coinvolte 311 biblioteche nei Punti Digitale Facile
La dimensione delle competenze è stata affrontata dall’assessore all’Istruzione e Formazione Valeria Mantovan. Per la Regione, il divario digitale rappresenta oggi una forma di esclusione che non riguarda soltanto la disponibilità delle infrastrutture, ma anche la capacità di utilizzare strumenti e servizi.
Tra le iniziative già avviate figurano l’alfabetizzazione digitale nelle scuole, il rafforzamento degli ITS Academy e i percorsi di riqualificazione rivolti ai lavoratori chiamati a confrontarsi con automazione e intelligenza artificiale.
Un ruolo viene attribuito anche alle biblioteche: nel 2025 sono state 311 quelle venete che hanno aderito al progetto Punti Digitale Facile, diventando presidi territoriali per l’accompagnamento e la formazione dei cittadini.
Oltre 6 milioni per imprese creative e patrimonio culturale
Durante l’incontro sono state richiamate anche le risorse destinate alla cultura. La Regione ha annunciato un nuovo bando da oltre 4 milioni di euro per sostenere lo sviluppo delle imprese culturali e creative venete.
A queste risorse si aggiungono più di 2 milioni di euro destinati alla digitalizzazione del patrimonio culturale. Gli interventi rientrano in una strategia che punta a utilizzare il digitale sia per sostenere nuove competenze professionali sia per ampliare l’accessibilità dei beni e delle attività culturali.
Il percorso avviato a Padova proseguirà con altri quattro appuntamenti territoriali. I contributi raccolti saranno utilizzati per definire linee guida e priorità della futura Agenda Digitale del Veneto 2030, con un’impostazione orientata a servizi pubblici, capitale umano, innovazione e capacità amministrativa degli enti locali.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to