Padova, finto maresciallo tenta truffa a una giornalista: arrestato
08/10/2026
Una giornalista di Padova ha sventato un tentativo di truffa fingendosi un'anziana e facendo trovare gli agenti della Squadra Mobile all'interno della propria abitazione. L'episodio si è verificato nel primo pomeriggio di mercoledì 7 ottobre 2026, in via D'Acquapendente, dove un giovane di 24 anni, cittadino albanese, è stato arrestato in flagranza con l'accusa di tentata truffa. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, il ragazzo si era presentato a casa della donna per ritirare gioielli e orologi, seguendo le indicazioni di un complice che al telefono si spacciava per un maresciallo delle forze dell'ordine.
La telefonata del finto maresciallo e la rapina inventata
Il tentativo di raggiro è iniziato con una telefonata ricevuta dalla giornalista, che lavora per un quotidiano padovano. Dall'altra parte della linea, un uomo qualificatosi come maresciallo le ha raccontato che poche ore prima era stata commessa una rapina in una gioielleria di via del Santo, a Padova.
Secondo la versione fornita dal sedicente appartenente alle forze dell'ordine, i responsabili del colpo avrebbero utilizzato l'automobile della donna per allontanarsi. Per questo motivo, sarebbe stato necessario effettuare una verifica sui preziosi presenti nella sua abitazione, confrontandoli con quelli presumibilmente sottratti durante la rapina.
Il falso maresciallo ha quindi annunciato l'arrivo di un incaricato, che avrebbe dovuto ritirare gioielli, oggetti d'oro e orologi per portarli in caserma e sottoporli alla presunta comparazione.
La ricostruzione era interamente inventata e ricalcava una modalità di truffa già conosciuta dalle forze dell'ordine, utilizzata soprattutto per colpire persone anziane facendo leva sull'apparente autorevolezza di chi si presenta come rappresentante delle istituzioni.
La giornalista chiama il 113 e prepara la trappola con la Polizia
La donna, insospettita dalla richiesta, ha compreso che poteva trattarsi di un tentativo di truffa. Anziché interrompere immediatamente la conversazione, ha deciso di assecondare il suo interlocutore, fingendosi una persona anziana disposta a consegnare i propri beni.
Mentre era ancora al telefono con il presunto maresciallo, ha contattato il numero di emergenza 113, segnalando quanto stava accadendo e chiedendo l'intervento della Polizia.
La segnalazione ha consentito di organizzare rapidamente un intervento. Sul posto sono state inviate una pattuglia delle Volanti e una della Squadra Mobile della Questura di Padova.
Gli investigatori in abiti civili si sono posizionati all'interno dell'abitazione, mentre la giornalista continuava a seguire le istruzioni ricevute al telefono. L'obiettivo era attendere l'arrivo della persona incaricata di ritirare i preziosi e intervenire prima che potesse impossessarsene.
Il 24enne entra nell'abitazione e trova gli agenti della Squadra Mobile
Intorno alle 14 del 7 ottobre, un giovane si è presentato all'indirizzo indicato durante la telefonata, qualificandosi come l'incaricato del ritiro. Secondo la ricostruzione della Questura, avrebbe dovuto prendere in consegna gli oggetti d'oro e gli orologi che la donna era stata invitata a preparare.
Una volta entrato nell'appartamento, però, il ragazzo si è trovato davanti i poliziotti in borghese della Squadra Mobile, che lo hanno immediatamente bloccato.
Il giovane è stato accompagnato negli uffici della Questura per gli accertamenti e le procedure di identificazione. È risultato essere un cittadino albanese di 24 anni, senza fissa dimora e irregolarmente presente sul territorio nazionale.
Dalle verifiche effettuate dagli investigatori è inoltre emerso un precedente di polizia risalente a luglio 2026, relativo alla detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Al termine degli accertamenti, il 24enne è stato arrestato in flagranza per tentata truffa e trattenuto nelle camere di sicurezza della Questura, in attesa dell'udienza con rito direttissimo fissata per la mattinata di giovedì 8 ottobre. L'accusa dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento giudiziario.
Avviate le procedure per il possibile trasferimento in un CPR
Parallelamente agli sviluppi dell'indagine, il questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, ha disposto l'immediata attivazione dell'Ufficio Immigrazione per valutare il collocamento del 24enne in un Centro di permanenza per i rimpatri (CPR).
L'iniziativa è legata alla posizione amministrativa del giovane, risultato privo di un regolare titolo di soggiorno e senza una dimora stabile sul territorio nazionale.
Secondo quanto comunicato dalla Questura, l'obiettivo delle procedure avviate è il possibile allontanamento dell'uomo dall'Italia. L'eventuale trasferimento in un CPR e il successivo rimpatrio restano subordinati agli accertamenti e ai provvedimenti previsti dalla normativa.
L'operazione rientra nei servizi predisposti dalla Polizia di Stato per contrastare le truffe ai danni degli anziani. In questo caso, la tempestiva segnalazione della giornalista ha consentito agli investigatori di intervenire direttamente nell'abitazione e fermare il presunto incaricato del ritiro prima della consegna dei preziosi.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to