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Trieste, Ue-Mercosur: nuove opportunità per l’export Fvg

21/07/2026

Trieste, Ue-Mercosur: nuove opportunità per l’export Fvg

L’accordo commerciale tra Unione europea e Paesi del Mercosur può aprire nuove prospettive alle imprese del Friuli Venezia Giulia, territorio nel quale le esportazioni incidono per il 48,5% sul prodotto interno lordo regionale. A indicare le possibili ricadute dell’intesa è stato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, intervenuto a Trieste all’incontro dedicato alle opportunità commerciali e alla tutela del Made in Italy nei mercati latinoamericani.

Dazi fino al 35% su automotive, farmaceutica e meccanica

Il focus, intitolato “Accordo Ue-Mercosur: opportunità e maggiori tutele contro l’Italian sounding?”, è stato organizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia insieme all’Ansa nell’ambito degli appuntamenti dedicati ai nuovi scenari economici per le aziende.

Il Mercosur rappresenta un mercato formato da oltre 280 milioni di consumatori. Secondo Bini, la riduzione delle barriere commerciali potrebbe favorire in particolare alcuni dei settori nei quali il Friuli Venezia Giulia presenta una forte specializzazione, tra cui automotive, industria farmaceutica e meccanica strumentale.

Per queste produzioni, i dazi applicati attualmente possono raggiungere il 35%. Il loro progressivo abbattimento renderebbe i prodotti regionali più competitivi e faciliterebbe l’ingresso delle imprese nei mercati sudamericani. La Regione intende accompagnare soprattutto le aziende di piccole dimensioni, spesso meno strutturate per affrontare procedure doganali, normative internazionali e strategie commerciali rivolte a Paesi lontani.

Agroalimentare, Dop e Igp al centro delle preoccupazioni

Accanto alle opportunità per il comparto industriale, l’incontro ha affrontato i timori espressi dal settore agroalimentare. La maggiore apertura degli scambi richiede infatti controlli adeguati sulla provenienza dei prodotti, sul rispetto delle regole e sulla protezione delle denominazioni italiane ed europee.

L’attenzione è rivolta in particolare alle produzioni Dop e Igp, esposte al rischio di imitazioni, utilizzo improprio di nomi geografici e fenomeni di Italian sounding. Quest’ultima pratica riguarda prodotti realizzati all’estero che richiamano l’Italia attraverso nomi, simboli o confezioni, pur non avendo un legame reale con il sistema produttivo nazionale.

Il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, ha evidenziato che gli accordi internazionali possono produrre risultati positivi soltanto quando le imprese conoscono con precisione condizioni, regole e strumenti disponibili. Parallelamente, occorre rafforzare le misure contro frodi, falsificazioni e concorrenza sleale, così da evitare che l’apertura dei mercati penalizzi le aziende che investono nella qualità e nella tracciabilità.

Il ruolo del caffè e delle produzioni identitarie di Trieste

Nel confronto è stata richiamata anche la centralità del caffè per l’economia e l’identità produttiva di Trieste. Il comparto coinvolge importatori, torrefattori, operatori logistici e imprese impegnate nella trasformazione e commercializzazione del prodotto.

L’accesso più agevole ai mercati del Mercosur potrebbe creare nuovi canali commerciali, ma richiede un sistema di controlli capace di tutelare la qualità delle produzioni e la correttezza delle informazioni rivolte ai consumatori. La Regione ha confermato il proprio impegno nella difesa delle filiere territoriali e dei marchi legati alla tradizione economica del Friuli Venezia Giulia.

Bini ha inoltre inserito l’intesa nel contesto internazionale segnato dai dazi statunitensi e dalla pressione della concorrenza cinese. Secondo l’assessore, l’Europa ha scelto di ampliare i rapporti con un’area dotata di un rilevante potenziale economico, evitando di rispondere alle tensioni commerciali esclusivamente attraverso nuove barriere.

Regione pronta ad accompagnare le piccole imprese

Il percorso verso la riduzione dei dazi sarà graduale e richiederà alle aziende una preparazione specifica. Le imprese dovranno valutare domanda locale, sistemi distributivi, regole doganali, certificazioni e tutela della proprietà intellettuale prima di rafforzare la propria presenza nei Paesi latinoamericani.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha annunciato la disponibilità ad affiancare il sistema produttivo durante questa fase, mettendo a disposizione strumenti di accompagnamento e competenze utili per accedere ai nuovi mercati. La priorità sarà sostenere le piccole e medie imprese, che costituiscono la parte prevalente del tessuto economico regionale.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti della Commissione europea, del mondo imprenditoriale, delle associazioni del settore alimentare e delle autorità impegnate nei controlli. Tra i temi discussi figurano la vigilanza doganale, la tutela agroalimentare, il contrasto alle frodi e le condizioni necessarie per trasformare l’accordo in opportunità concrete per le aziende di Trieste e dell’intero Friuli Venezia Giulia.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to