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Siccità in Veneto, aperta in anticipo la diga del Corlo

25/06/2026

Siccità in Veneto, aperta in anticipo la diga del Corlo

La Regione Veneto ha anticipato l’apertura della diga del Corlo, in provincia di Belluno, per aumentare la disponibilità d’acqua e sostenere l’alimentazione dei canali e delle reti irrigue in una fase segnata da condizioni idriche da monitorare con attenzione. La misura, annunciata dall’assessore regionale all’Ambiente e al Clima Elisa Venturini, rientra nel pacchetto di interventi avviati per preservare le risorse disponibili.

Apertura anticipata rispetto alla data prevista

La concessione prevedeva l’apertura della diga a partire dal 1° luglio, ma la Regione ha deciso di anticipare l’intervento per rispondere all’evoluzione del quadro idrico. L’obiettivo è rendere disponibile una maggiore quantità d’acqua in tempi rapidi, con particolare attenzione ai fabbisogni dei territori serviti dai sistemi irrigui e dai canali collegati.

Venturini ha spiegato che la scelta punta a intervenire prima che la situazione possa assumere livelli di criticità più elevati. Il provvedimento sulla diga del Corlo è quindi considerato una delle prime azioni operative per garantire equilibrio al sistema idraulico regionale e contenere gli effetti di una fase climatica delicata.

La Regione sta inoltre lavorando con i soggetti gestori per ridurre i quantitativi d’acqua distribuiti ai diversi comprensori consortili. La linea indicata è quella di contenere i prelievi, evitare consumi non necessari e proteggere le riserve idriche ancora disponibili.

Confronto con territori confinanti per aumentare gli apporti

Accanto alle misure interne, è stato avviato un confronto per incrementare quanto più possibile gli apporti provenienti dai bacini delle aree confinanti. Il dialogo riguarda in particolare Emilia-Romagna, Lombardia e le Province autonome di Trento e Bolzano, territori il cui contributo può incidere sulla gestione complessiva della risorsa idrica.

La strategia regionale si muove quindi su più livelli: gestione degli invasi, coordinamento con i gestori, riduzione dei prelievi e raccordo con le aree limitrofe. Una combinazione di interventi pensata per accompagnare le prossime settimane, nelle quali l’arrivo o meno di precipitazioni significative sarà determinante per l’evoluzione della situazione.

Il confronto con l’estate 2022

L’assessore Venturini ha richiamato il precedente dell’estate 2022, indicata come una delle fasi più difficili per la disponibilità idrica in Veneto. Secondo la Regione, il quadro attuale non ha ancora raggiunto quei livelli, ma alcuni indicatori mostrano condizioni simili a quelle registrate all’avvio di quella stagione.

Proprio per questo l’Amministrazione regionale ha scelto di muoversi con anticipo, evitando di attendere una crisi conclamata. Il monitoraggio continuerà giorno per giorno, con il coinvolgimento degli enti interessati e dei soggetti che operano nella gestione idrica.

La priorità indicata dalla Regione è tutelare il territorio, l’agricoltura e le attività che dipendono dalla disponibilità d’acqua. La fase richiede programmazione, prudenza e capacità di adattare le misure all’andamento delle condizioni meteorologiche e idrologiche, in un equilibrio che riguarda sia l’uso civile sia quello agricolo e produttivo.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.