Padova, 50mila euro BCC Veneta per affitti accessibili
24/06/2026
A Padova l’Agenzia Sociale per la Casa “Padova per ABITARCI” ha intercettato 268 persone nei primi mesi di attività e rafforza il proprio intervento grazie al contributo di 50 mila euro stanziato da BCC Veneta per il Fondo Solidale di Garanzia Affitti. Il progetto, attivo dal 6 ottobre 2025, punta a favorire l’incontro tra proprietari e famiglie con reddito ma in difficoltà nel trovare un alloggio sul mercato libero, in una fase segnata da canoni elevati, offerta ridotta e crescente fragilità abitativa.
Un fondo per tutelare proprietari e inquilini
Il contributo di BCC Veneta, diviso in due tranche, alimenta il Fondo Solidale di Garanzia Affitti gestito dalla Fondazione Etisos. Lo strumento serve a proteggere i proprietari da eventuali morosità temporanee degli inquilini e, allo stesso tempo, a rendere più accessibile la locazione per nuclei familiari considerati affidabili ma spesso esclusi dalle condizioni del mercato.
La banca ha aderito al percorso fin dalla fase di costruzione del progetto, partecipando ai Tavoli dell’Abitare avviati nel gennaio 2024 dal Comune di Padova con Terzo Settore, cittadini e istituti di credito. Oltre al sostegno economico, BCC Veneta ha messo a disposizione la propria rete di oltre 30 mila soci e 170 mila clienti per diffondere le informazioni sull’iniziativa, attivando anche canali di finanziamento legati alla riqualificazione degli immobili e agli obiettivi del Climate City Contract Padova 2030.
I primi dati dell’Agenzia “Padova per ABITARCI”
Dal 7 ottobre 2025 al 28 maggio 2026 l’Agenzia è entrata in contatto con 268 persone. Di queste, 237 erano cittadini alla ricerca di una casa, 22 proprietari, 6 rappresentanti di associazioni o realtà del Terzo Settore e 3 assistenti sociali del Comune di Padova. I primi risultati indicano una garanzia già attivata e due in fase di attivazione.
Cinque proprietari hanno dato disponibilità a mettere alloggi sul circuito dell’Agenzia con canoni più accessibili, mentre sono state effettuate 15 simulazioni per il calcolo del canone concordato. Le soluzioni abitative reperite sono 8, tra appartamenti privati, social housing e opportunità emerse dalla rete del Terzo Settore. Nel database risultano inoltre 50 aspiranti inquilini, con l’obiettivo di incrociare le loro esigenze con quelle dei proprietari disponibili.
Il quadro sociale emerso mostra una forte pressione abitativa. Il 22% dei profili intercettati rientra nella cosiddetta fascia grigia, adatta a una locazione a canone concordato. Il restante 78% riguarda persone indirizzate verso altri servizi del territorio, spesso per redditi bassi, nuclei numerosi monoreddito o pensioni fino a 1.000 euro. Tra i 237 cittadini che hanno chiesto supporto, 161 avevano uno sfratto per fine locazione, mentre solo 6 risultavano coinvolti in uno sfratto per morosità.
Comune, banca e Terzo Settore nella stessa rete
L’assessora alle politiche abitative Francesca Benciolini ha ringraziato BCC Veneta per aver creduto nel percorso promosso dal Comune, collegando Agenzia e Fondo alla necessità di mantenere Padova attrattiva e accessibile per chi lavora, studia o vuole continuare a vivere in città. Secondo l’amministrazione, il tema della casa richiede strumenti condivisi e il coinvolgimento di soggetti pubblici, privati e sociali.
Il presidente di BCC Veneta, Flavio Piva, ha definito la partecipazione al progetto una scelta coerente con l’identità di banca del territorio, orientata a sostenere comunità, locatari affidabili e proprietari. Elisa Rossi, referente di Etisos Foundation, ha descritto il Fondo come uno strumento di welfare generativo, pensato per tornare a disposizione della comunità dopo ogni utilizzo. Paolo Mansour, coordinatore dell’Agenzia, ha ricordato che il servizio è gratuito e può attivare una garanzia economica per tutta la durata del contratto, con copertura fino a 18 mensilità in caso di morosità, insieme al monitoraggio della buona conduzione della locazione.
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