Padova ricorda Boris Giuliano a 47 anni dall’omicidio
22/07/2026
Padova ha commemorato martedì 21 luglio il vice questore aggiunto Boris Giuliano, ucciso dalla mafia a Palermo nel 1979, con una cerimonia nei giardini di via Morgagni intitolati alla sua memoria.
La cerimonia nei giardini di via Morgagni
Alle 11 il questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, ha deposto un cuscino di fiori davanti alla stele che ricorda il funzionario della Polizia di Stato. Alla commemorazione hanno partecipato funzionari e personale della Questura, del 2° Reparto Mobile, della Polizia Stradale, delle altre specialità della Polizia di Stato e rappresentanti dell’Associazione nazionale Polizia di Stato.
Il cappellano don Ulisse Zaggia ha impartito la benedizione, seguita da un momento di preghiera e raccoglimento. A chiudere la parte solenne della cerimonia sono state le note del Silenzio d’Ordinanza, intonate dal trombettiere della Polizia di Stato.
Nel suo intervento, il questore Odorisio ha richiamato il valore di Boris Giuliano come uomo delle istituzioni, indicando il suo sacrificio come una testimonianza ancora viva per chi serve lo Stato. Ha rivolto anche un pensiero ai familiari dei caduti, ai quali la criminalità ha sottratto per sempre l’affetto dei propri cari.
Il capo della Mobile che seguiva i soldi della mafia
Giorgio Boris Giuliano nacque il 22 ottobre 1930 a Piazza Armerina, in provincia di Enna. Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita nel 1956, superò nel 1962 il concorso da commissario di Pubblica sicurezza. Dal 1963 fu assegnato alla Squadra Mobile di Palermo, che avrebbe poi diretto dal 1976.
Le sue indagini segnarono un passaggio rilevante nel contrasto alla criminalità mafiosa. Giuliano sviluppò un metodo investigativo fondato anche sugli accertamenti bancari, con l’obiettivo di ricostruire i movimenti dei capitali illeciti e i collegamenti tra traffici criminali. Una linea di lavoro che sarebbe stata valorizzata anche da Giovanni Falcone, con il quale instaurò un rapporto di stima professionale.
La sua preparazione si arricchì con corsi specialistici negli Stati Uniti, presso la sede dell’Fbi a Quantico, in Virginia. Da quell’esperienza nacque anche una collaborazione operativa con colleghi statunitensi, in una fase in cui il traffico internazionale di droga collegava Palermo e New York.
L’agguato del 1979 e la memoria civile
Tra le inchieste affidate a Giuliano figurano la scomparsa del giornalista Mauro De Mauro e le indagini sull’avvio della seconda guerra di mafia. Nel giugno 1979 la Squadra Mobile di Palermo colpì una rete di narcotraffico internazionale sulla rotta Palermo-New York, con il sequestro di eroina, denaro e materiali riconducibili ai clan corleonesi.
Il 21 luglio 1979 Boris Giuliano fu assassinato fuori dal caffè Lux di Palermo. Secondo le ricostruzioni giudiziarie, a sparare fu Leoluca Bagarella, che lo colpì alle spalle con sette colpi di pistola. Nel 1995 la Corte di Assise di Palermo condannò per l’omicidio Bagarella, Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Francesco Madonia, Michele Greco, Bernardo Brusca e Nenè Geraci.
Nel 1980 Giuliano fu insignito della Medaglia d’oro al valore civile. La commemorazione di Padova rinnova il ricordo di un funzionario che pagò con la vita il proprio lavoro investigativo contro le organizzazioni mafiose e il proprio impegno per la giustizia.
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