Padova, La Sfera Danza Festival: oltre 150 artisti da 12 Paesi
16/09/2026
Oltre 150 artisti, compagnie e coreografi provenienti da 12 Paesi, spettacoli nei teatri ma anche nei palazzi storici, negli spazi universitari e nelle sedi produttive del territorio. La XXIII edizione de La Sfera Danza Festival torna a Padova con un programma internazionale che prenderà il via sabato 19 settembre a Vigonza. La manifestazione, organizzata da La Sfera Danza con il patrocinio del Comune di Padova e guidata dalla direzione artistica di Furlan Malvezzi, costruisce il proprio cartellone mettendo in relazione danza contemporanea, architettura, formazione e realtà culturali cittadine.
Prima assoluta a Vigonza per aprire il Festival
L’inaugurazione è affidata alla Resextensa Dance Company, che sabato 19 settembre presenterà negli spazi di IDD Industria del Design a Vigonza la prima assoluta di “La misura del meraviglioso”. La creazione è concepita come un rito contemporaneo ispirato ai quattro elementi e sviluppato in rapporto diretto con l’architettura che ospita la performance.
Il programma proseguirà con il Ballet Junior de Genève al Teatro Verdi e con appuntamenti distribuiti in alcuni dei luoghi più riconoscibili di Padova. Le performance raggiungeranno Palazzo della Ragione, il Chiostro Albini dei Musei Civici Eremitani, la Torre Archimede dell’Università di Padova, la Loggia e Odeo Cornaro e il Giardino di Cristallo del Parco Europa.
La scelta degli spazi è parte integrante del progetto artistico. Il Festival utilizza infatti monumenti, ambienti universitari, teatri e luoghi legati alla produzione come elementi con i quali coreografie e interpreti sono chiamati a confrontarsi, trasformando la città in una componente attiva delle creazioni.
Compagnie da Svizzera, Spagna, Croazia e Ucraina
L’edizione 2026 riunisce autori e formazioni italiane e internazionali, con presenze provenienti, tra gli altri Paesi, da Svizzera, Spagna, Croazia e Ucraina. La programmazione privilegia artisti mai ospitati prima a Padova, prime nazionali e regionali, lavori concepiti per luoghi specifici e proposte capaci di accostare differenti linguaggi della danza contemporanea.
La dimensione internazionale si accompagna a una rete costruita nel territorio. La Sfera Danza mantiene infatti collaborazioni e convenzioni con l’Università di Padova e con il Conservatorio Cesare Pollini, oltre a coinvolgere istituti e scuole d’arte della città e della provincia attraverso iniziative dedicate alla creazione dell’immagine e al racconto del Festival.
Durante la presentazione del cartellone sono state consegnate le targhe e alcuni buoni per l’acquisto di materiale didattico alle vincitrici dei concorsi. Carola Riccio e Laura Guglielmo hanno ottenuto ex aequo il primo posto per “Crea la tua immagine per il Festival”, mentre Beatrice Menegazzo è stata premiata per “Racconta la danza”.
Spazio ai giovani con la Vetrina di danza contemporanea
Una parte centrale del progetto è dedicata ai talenti emergenti. La Vetrina di danza contemporanea permette a interpreti e giovani compagnie di presentare il proprio lavoro davanti a critici e direttori di festival, affiancando alle esibizioni occasioni di confronto e formazione professionale.
A questa attività si aggiungono concorsi legati alla creatività e alla scrittura, costruiti per avvicinare nuovi pubblici alla danza e creare occasioni concrete di visibilità per chi si trova nelle prime fasi del proprio percorso artistico.
L’assessore alla Cultura Andrea Colasio ha evidenziato proprio la struttura diffusa della manifestazione, capace di attraversare teatri, sedi universitarie, spazi storici e luoghi d’impresa. Tra gli elementi richiamati dall’assessore figura anche l’incontro tra artisti affermati e nuove generazioni, che permette al programma di mettere in relazione esperienze e linguaggi differenti.
Padova diventa parte della scena
La XXIII edizione conferma così un modello nel quale la danza esce dai soli spazi teatrali e incontra direttamente la città. Architetture monumentali, istituzioni culturali, università e imprese diventano luoghi di spettacolo e di sperimentazione, mentre il pubblico viene coinvolto in un percorso distribuito in più punti del territorio.
Il Festival prosegue inoltre il lavoro di connessione tra compagnie, coreografi, istituzioni e realtà formative, sostenendo produzioni e processi creativi che trovano a Padova un contesto nel quale svilupparsi e confrontarsi con pubblici differenti.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to