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Padova, il denaro cambia valore nella mente: studio in 21 Paesi

15/09/2026

Padova, il denaro cambia valore nella mente: studio in 21 Paesi

Perché risparmiare 5 euro su un prodotto da 15 può sembrare più vantaggioso che ottenere lo stesso sconto su un acquisto da 125 euro? La risposta passa dalla “contabilità mentale”, il meccanismo psicologico con cui le persone dividono il denaro in categorie differenti a seconda della provenienza, della destinazione o del contesto in cui viene utilizzato. Un nuovo studio internazionale coordinato dall’Università di Padova mostra che questa teoria, elaborata circa quarant’anni fa, continua a descrivere con efficacia molte decisioni economiche contemporanee. :

Coinvolti 5.589 adulti in 21 Paesi

La ricerca, pubblicata sul Journal of Consumer Research, ha sottoposto per la prima volta a un test internazionale su larga scala alcuni degli effetti classici della contabilità mentale. Il lavoro è stato coordinato da Enrico Rubaltelli, responsabile scientifico del JDM LAB del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova, con la partecipazione di ricercatrici e ricercatori di diversi atenei internazionali.

Lo studio ha coinvolto 5.589 adulti provenienti da 21 Paesi, tra cui Italia, India, Stati Uniti, Cina, Brasile, Germania, Francia, Canada, Egitto, Marocco e Vietnam. Ai partecipanti sono stati proposti sette scenari classici riguardanti sconti, biglietti smarriti, abbonamenti, acquisti effettuati in luoghi differenti e guadagni o perdite presentati separatamente oppure in forma aggregata.

I materiali sono stati tradotti e adattati ai singoli contesti culturali, mentre gli importi economici sono stati calibrati tenendo conto delle valute e dei livelli di reddito dei diversi Paesi. Questo ha permesso al gruppo di ricerca di verificare se fenomeni studiati originariamente soprattutto su piccoli campioni statunitensi fossero ancora osservabili in economie e culture molto diverse.

Confermato il 90,5% degli effetti analizzati

I risultati mostrano che gli effetti della contabilità mentale sono stati confermati nel 90,5% dei casi. La loro intensità è risultata generalmente inferiore rispetto a quella osservata negli studi storici, ma il fenomeno è rimasto chiaramente identificabile nelle diverse popolazioni coinvolte. :

Il principio di fondo è che, pur avendo ogni euro lo stesso valore economico, le persone possono trattarlo in modo diverso a seconda del “conto” psicologico nel quale viene inserito. Denaro destinato all’affitto, al tempo libero, al risparmio o proveniente da un’entrata inattesa può quindi essere percepito e utilizzato secondo logiche differenti.

Questo meccanismo può aiutare nella pianificazione delle spese e nell’autocontrollo, ma può anche produrre decisioni lontane dal principio economico secondo cui il denaro è perfettamente intercambiabile. Un costo non cambia infatti valore soltanto perché viene associato mentalmente a una specifica categoria di spesa.

Età e reddito individuale spiegano poco le differenze

Le differenze legate a età, istruzione, reddito personale e alfabetizzazione finanziaria non hanno spiegato in maniera sostanziale le variazioni osservate tra i diversi Paesi. I ricercatori hanno invece individuato una possibile relazione con le condizioni economiche nazionali.

Nei Paesi con un PIL pro capite inferiore a 50mila dollari, l’utilizzo dei conti mentali sembra aumentare con la crescita del PIL; superata quella soglia, l’effetto tende invece a stabilizzarsi e le differenze tra nazioni diventano meno marcate. Gli autori presentano questo risultato come un elemento da approfondire attraverso ulteriori ricerche. 

Possibili applicazioni per banche e consumatori

Lo studio indica implicazioni anche per la gestione quotidiana delle finanze. Applicazioni bancarie, programmi per il controllo del debito e strumenti digitali di pianificazione suddividono spesso il denaro in categorie, obiettivi o contenitori di spesa. Una struttura che può rendere più comprensibili le informazioni e aiutare le persone a controllare il proprio budget.

Conoscere la contabilità mentale può però aiutare anche a riconoscere decisioni influenzate dalla modalità con cui viene presentata una scelta. Uno sconto di 5 euro, per esempio, mantiene lo stesso valore economico indipendentemente dal prezzo iniziale del prodotto, anche se psicologicamente può apparire più rilevante su un acquisto meno costoso.

I ricercatori indicano possibili utilizzi anche da parte di istituzioni finanziarie e decisori pubblici, per costruire strumenti più chiari di pianificazione economica, migliorare la gestione del debito e aiutare i cittadini a riconoscere pratiche finanziarie potenzialmente ingannevoli. 

La ricerca, intitolata “The Robustness of Mental Accounting Across 21 Countries”, conferma quindi la solidità di un modello nato negli anni Ottanta, mostrando allo stesso tempo come la forza dei suoi effetti possa cambiare in relazione al contesto economico e al tipo di decisione presa.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.