Veneto, Euro 5 diesel: via libera alla sospensione del blocco
16/09/2026
Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il provvedimento che apre alla sospensione delle limitazioni strutturali per i veicoli diesel Euro 5 previste dal 1° ottobre 2026. La legge regionale consente di rinviare l’applicazione del blocco al 1° ottobre 2027, a condizione che la Giunta adotti misure compensative capaci di garantire una riduzione delle emissioni coerente con gli obblighi europei. Il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha accolto il voto sostenendo che l’obiettivo sia evitare un impatto economico immediato su famiglie, lavoratori e imprese.
Il blocco potrà essere rinviato con misure compensative
Il testo pubblicato nel Bollettino ufficiale regionale stabilisce che le limitazioni agli Euro 5 diesel riguardano autovetture e veicoli commerciali delle categorie N1, N2 e N3 nei Comuni con oltre 100mila abitanti dotati di un adeguato servizio di trasporto pubblico e interessati dal superamento dei limiti di PM10 o biossido di azoto. La fascia ordinaria prevista è dalle 8.30 alle 18.30, dal lunedì al venerdì, tra il 1° ottobre e il 30 aprile. :
La stessa legge introduce però la possibilità di far slittare queste restrizioni al 1° ottobre 2027. Perché il rinvio diventi operativo, la Giunta regionale dovrà adottare un pacchetto di misure alternative, dopo aver sentito la commissione consiliare competente, in grado di raggiungere risultati equivalenti sul fronte della riduzione degli inquinanti.
Stefani: evitare costi immediati per chi utilizza l’auto
Nel commentare il voto del Consiglio, Stefani ha sostenuto che la transizione ambientale debba essere accompagnata da soluzioni economicamente sostenibili per i cittadini. Il presidente ha richiamato in particolare le persone che utilizzano quotidianamente l’automobile per lavoro, esigenze familiari o attività professionali, affermando che in Veneto sono centinaia di migliaia gli utilizzatori di mezzi Euro 5.
La posizione della Giunta regionale era stata anticipata già ad agosto, quando era stato avviato l’iter per individuare misure compensative alternative alla limitazione strutturale della circolazione. La normativa nazionale consente infatti alle Regioni interessate di evitare l’inserimento del blocco nei piani per la qualità dell’aria quando vengono adottati interventi capaci di assicurare una riduzione delle emissioni equivalente.
Tra le ipotesi anche lo smart working nel pubblico impiego
Tra gli strumenti indicati dalla Regione per accompagnare la sospensione figura lo smart working nel pubblico impiego, con l’obiettivo di diminuire il numero degli spostamenti quotidiani e le relative emissioni. Stefani ha parlato anche di ulteriori misure che dovranno essere messe in campo per rispettare gli obiettivi di qualità dell’aria.
Il passaggio approvato dal Consiglio non elimina quindi gli obblighi ambientali previsti per il Veneto, ma modifica il percorso attraverso il quale potranno essere raggiunti. La sospensione del blocco degli Euro 5 è collegata alla concreta adozione delle misure compensative richieste dalla normativa, che dovranno assicurare risultati compatibili con i vincoli europei sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico.
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