Padova, Giordani celebra gli 80 anni della Repubblica
03/06/2026
Il sindaco Sergio Giordani ha celebrato a Padova l’80° anniversario della nascita della Repubblica richiamando il valore storico del voto del 2 giugno 1946, quando gli italiani e, per la prima volta, le italiane furono chiamati a scegliere tra monarchia e Repubblica e a eleggere l’Assemblea Costituente. Nel suo discorso per la Festa della Repubblica, pronunciato martedì 2 giugno 2026, il primo cittadino ha rivolto un saluto alle autorità civili, militari e religiose, insieme ai cittadini presenti alla cerimonia.
Il voto del 1946 e la scelta che cambiò l’Italia
Giordani ha ricordato l’altissima partecipazione al referendum istituzionale, con un’affluenza dell’89,08% degli aventi diritto, segno di una volontà popolare maturata dopo oltre vent’anni di dittatura fascista e una guerra che aveva lasciato il Paese in condizioni drammatiche. Quel voto, ha sottolineato il sindaco, non rappresentò soltanto una scelta sulla forma dello Stato, ma l’avvio di un nuovo cammino democratico, destinato a trovare nella Costituzione il proprio fondamento giuridico e civile.
Nel discorso è emersa con forza l’immagine dell’Italia del dopoguerra: ponti distrutti, ferrovie compromesse, porti fuori uso, milioni di abitazioni cancellate dai bombardamenti. Una situazione di macerie materiali e morali dalla quale il Paese seppe rialzarsi attraverso partecipazione, lavoro e fiducia nelle istituzioni repubblicane.
Il sindaco ha richiamato anche il prezzo pagato da Padova tra il 1943 e il 1945, con circa 24 incursioni aeree e bombardamenti che causarono oltre 2.000 vittime civili e gravi danni al patrimonio edilizio cittadino. In questo quadro, il 2 giugno 1946 viene letto come un atto collettivo di coraggio: donne e uomini, pur tra difficoltà enormi, andarono alle urne consapevoli di contribuire alla costruzione del futuro del Paese.
Dalla ricostruzione alla democrazia costituzionale
Nel suo intervento, Giordani ha collegato la nascita della Repubblica alla rinascita economica e sociale dell’Italia. Ha ricordato il 4 ottobre 1964, giorno dell’inaugurazione dell’Autostrada del Sole da parte dell’allora presidente del Consiglio Aldo Moro, indicandola come simbolo concreto della capacità del Paese di trasformare le macerie della guerra in sviluppo, mobilità, benessere e nuove opportunità.
Secondo il sindaco, gli ottant’anni della Repubblica dimostrano la tenuta delle istituzioni democratiche italiane, capaci di attraversare crisi economiche, sociali e politiche rimanendo ancorate ai propri princìpi. Tra questi, il primo cittadino ha indicato il ripudio della guerra, l’uguaglianza, il lavoro, la solidarietà tra territori e comunità, la cooperazione tra i popoli.
Particolare rilievo è stato dato anche al primo voto esteso alle donne, che nel 1946 segnò un passaggio decisivo nel percorso verso l’uguaglianza. Per Giordani, quell’evento resta una radice viva della Repubblica e richiama ancora oggi la necessità di continuare il cammino verso una piena parità di genere.
Democrazia, diritti e responsabilità verso il futuro
Il discorso ha poi guardato alle sfide del presente. Il sindaco ha richiamato la pace e la diplomazia in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, la lotta alle disuguaglianze economiche, la tutela delle minoranze, la dignità del lavoro in una fase attraversata da trasformazioni digitali e precarietà. I princìpi nati dall’Assemblea Costituente, ha spiegato, non appartengono soltanto alla memoria storica, ma offrono ancora risposte concrete ai problemi contemporanei.
Giordani ha dedicato un passaggio anche alla democrazia, definendola complessa e imperfetta, ma da difendere perché permette il cambiamento pacifico dei governi attraverso il voto, tutela il dissenso e consente alla stampa libera e al dibattito pubblico di controllare l’operato di chi governa. La sua complessità, ha osservato, rappresenta il prezzo della libertà e non un limite da superare con modelli autoritari.
La cerimonia per l’80° anniversario della Repubblica si è quindi trasformata in un richiamo alla responsabilità civile. Per il sindaco, celebrare il 2 giugno significa rendere omaggio a chi ha costruito l’Italia democratica, ma anche assumere l’impegno di custodire quei valori e consegnarli alle generazioni future.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.