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Padova, bar chiuso 90 giorni dopo la morte di un cliente

13/07/2026

Padova, bar chiuso 90 giorni dopo la morte di un cliente

La licenza di un bar situato in Cavalcavia Borgomagno, a Padova, è stata sospesa per 90 giorni dopo la morte di un cliente di 54 anni, rimasto gravemente ferito durante una lite avvenuta all’interno del locale. Il provvedimento, adottato dal questore Marco Odorisio ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, è stato eseguito nella serata di venerdì 10 luglio dagli agenti della Divisione Polizia amministrativa e di sicurezza. L’esercizio era già stato chiuso temporaneamente in due precedenti occasioni per episodi violenti e per la presenza abituale di persone con precedenti penali e di polizia.

La lite vicino alle slot machine e la caduta del 54enne

L’episodio più grave risale alla sera di lunedì 29 giugno, quando le Volanti sono intervenute nel bar per una violenta colluttazione tra alcuni avventori. Secondo la ricostruzione effettuata durante i primi accertamenti, il diverbio sarebbe nato per motivi di scarsa rilevanza, legati all’utilizzo delle slot machine e al presunto ammanco di alcune monete.

Alla discussione tra due clienti avrebbe preso parte, in una fase successiva, anche il marito della legale rappresentante dell’attività. Durante la colluttazione il cinquantaquattrenne, cittadino di origine marocchina, è caduto a terra battendo violentemente la testa contro un tavolino.

Gli agenti hanno immediatamente richiesto l’intervento del personale sanitario del 118. L’uomo è stato trasportato in condizioni gravissime all’Ospedale civile di Padova, dove è rimasto ricoverato fino a martedì 7 luglio, giorno in cui è deceduto a causa delle complicazioni sopraggiunte dopo il trauma.

La Squadra Mobile ha avviato gli approfondimenti investigativi e trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica, chiamata a ricostruire con precisione la dinamica della lite e a individuare eventuali responsabilità penali.

Il locale era già stato sospeso nel 2020 e nel 2021

L’istruttoria svolta dalla Polizia amministrativa ha ricostruito anche la storia recente del pubblico esercizio. Nel novembre 2020 il bar era stato destinatario di una prima sospensione della licenza per 15 giorni, successivamente ridotta a dieci. Un secondo provvedimento, della durata di 30 giorni, era stato disposto nel novembre 2021.

Le precedenti chiusure erano legate a problemi di ordine pubblico, episodi di violenza e frequentazioni considerate pericolose. Dai controlli effettuati nel tempo sarebbe infatti emersa la presenza ricorrente di persone gravate da precedenti per reati contro la persona, contro il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti.

Secondo la valutazione della Questura, le misure adottate in passato non avrebbero modificato in maniera stabile la situazione. Il bar avrebbe continuato a rappresentare un punto di ritrovo per soggetti coinvolti in attività illecite, alimentando tra residenti e frequentatori una percezione di insicurezza nell’area di Borgomagno.

L’aggressione del 2022 con una chiave da meccanico

Tra gli episodi esaminati figura anche una violenta aggressione avvenuta il 27 marzo 2022. In quella circostanza gli operatori del Reparto Prevenzione Crimine Veneto erano intervenuti presso l’esercizio dopo uno scontro nel quale sarebbero state impiegate armi improprie.

Tre persone avevano riportato ferite tali da richiedere il ricovero in ospedale. Durante le operazioni era stata sequestrata una chiave da meccanico in acciaio, ritenuta utilizzata per colpire alcuni degli avventori presenti.

La successione degli interventi, unita alle frequentazioni rilevate durante i controlli, ha portato la Divisione Polizia amministrativa a considerare il locale un fattore persistente di rischio per l’ordine pubblico. La morte del cinquantaquattrenne ha aggravato ulteriormente il quadro preso in esame per l’adozione della nuova misura.

Il Questore dispone la sospensione più lunga

La sospensione per 90 giorni riguarda la licenza per la somministrazione di alimenti e bevande. La durata è superiore rispetto ai provvedimenti precedenti ed è stata motivata dalla gravità dell’ultimo episodio, dalla reiterazione delle violenze e dalla necessità di interrompere una situazione ritenuta concretamente pericolosa per la collettività.

L’articolo 100 del Tulps consente al Questore di sospendere la licenza di un esercizio quando il locale costituisce un pericolo per l’ordine pubblico, la sicurezza dei cittadini o la moralità pubblica, oppure quando risulta abitualmente frequentato da persone con precedenti.

Gli accertamenti sulla lite del 29 giugno sono ancora in corso. Le ricostruzioni e le eventuali contestazioni formulate nei confronti delle persone coinvolte appartengono alla fase delle indagini preliminari; resta pertanto valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.