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Padova, Atlas vola sull’acqua e porta Unipd al secondo posto

17/06/2026

Padova, Atlas vola sull’acqua e porta Unipd al secondo posto

Il team Metis Vela dell’Università di Padova ha conquistato il secondo posto nella valutazione ingegneristica della SuMoth Challenge 2026, competizione internazionale disputata dal 7 al 14 giugno sul Lago di Garda, alla Fraglia Vela Malcesine. L’Ateneo patavino ha gareggiato con Atlas, nuova imbarcazione monoposto foilante progettata per unire alte prestazioni, sostenibilità e soluzioni costruttive a basso impatto ambientale.

Una barca foilante progettata per prestazioni e sostenibilità

La SuMoth Challenge è una competizione ingegneristica e velica rivolta a team universitari internazionali, chiamati a progettare, costruire e condurre imbarcazioni ad alte prestazioni di classe International Moth, dotate di foil capaci di sollevare lo scafo dall’acqua durante la navigazione. L’obiettivo della sfida è promuovere l’eco-progettazione, l’economia circolare e l’utilizzo di materiali più sostenibili nella nautica.

Alla competizione 2026 hanno partecipato imbarcazioni provenienti da atenei italiani e stranieri, tra cui le Università di Trieste, Torino, Milano, Cagliari e La Spezia, oltre a Karlsruhe, Sheffield, Southampton, Delft, Stoccolma, Nantes e al Politecnico di Monaco di Baviera. Con il numero di prua 12, Metis Vela ha portato per la prima volta in gara Atlas, ottenendo il secondo posto nella fase di valutazione ingegneristica del progetto, subito dopo il Politecnico di Milano, vincitore della classifica generale.

Atlas è stata pensata per dimostrare che prestazioni elevate e attenzione ambientale possono convivere. Lo scafo utilizza una struttura honeycomb in alluminio per il core, soluzione che consente di ridurre il peso senza compromettere l’affidabilità. Il progetto integra anche fibra di lino e componenti riciclati da vecchie imbarcazioni, con l’obiettivo di diminuire l’impatto ambientale e prolungare la vita operativa della barca.

Settanta studenti coinvolti in un progetto multidisciplinare

Alla costruzione di Atlas hanno contribuito circa 70 studenti provenienti da diversi dipartimenti dell’Università di Padova, tra cui Ingegneria Industriale, Ingegneria dell’Informazione, Scienze Economiche e Aziendali, Territorio e Sistemi Agro-Forestali e Psicologia Generale. Il team è organizzato in reparti: 12 membri dell’equipaggio, circa 50 progettisti impegnati anche nella costruzione e nella realizzazione delle imbarcazioni, e 8 componenti dedicati all’area amministrativa.

Il progetto è stato supervisionato dal professor Andrea Lazzaretto e ha coinvolto, tra gli altri, l’equipaggio formato da Giulia Galletti, Lorenzo Del Re ed Enea Chirizzi, la team leader Sofia Bertolaso, il capo progettazione Mattia Gaggiato e i progettisti Marco Pitteri, Alberto Pinato, Filippo Flisi, Matteo Grossule, Tommaso Zoppè, Leonardo Corradin, Matteo Pivotto e Kaan Bek.

La competizione ha messo alla prova non solo la velocità delle barche, ma anche la qualità delle scelte tecniche, costruttive ed ecologiche. Nelle otto giornate di gara si sono alternati misurazioni di stazza, prove libere, test prestazionali con sistemi GPS, valutazioni progettuali e costruttive, oltre alle regate di flotta svolte sul lago.

Secondo posto nella valutazione ingegneristica

Uno dei momenti centrali della SuMoth Challenge è stata la valutazione costruttiva, un’intervista approfondita nella quale una giuria composta da 24 esperti del settore ha esaminato manifattura, accuratezza dei costi, qualità del progetto e piano di fine vita dei materiali utilizzati. In questa fase Atlas ha ottenuto un risultato di rilievo, confermando la solidità delle scelte adottate dal team padovano.

Durante le prove in acqua, l’imbarcazione si è sollevata con successo, dimostrando il potenziale della progettazione e della costruzione. I dati raccolti dai sensori di bordo e i feedback dei velisti serviranno ora a sviluppare e perfezionare ulteriormente il lavoro, in un percorso di crescita tecnica che proseguirà oltre la competizione.

Il team Metis Vela ha sottolineato il valore formativo dell’esperienza, ringraziando il professor Andrea Lazzaretto, il Dipartimento di Ingegneria Industriale e il direttore Fabrizio Dughiero per l’opportunità di partecipare a una competizione di alto livello. Gli studenti hanno inoltre richiamato la coerenza del progetto con la visione di UniPadova Sostenibile, fondata sulla riduzione dell’impatto ambientale senza rinunciare alle prestazioni.

Un ringraziamento è stato rivolto anche ad Antonio Paoli, prorettore al Benessere e allo Sport, e all’Ufficio Public Engagement. La partecipazione alla SuMoth Challenge ha confermato anche lo spirito collaborativo della manifestazione: i 19 team presenti si sono sostenuti nei momenti di difficoltà, condividendo attrezzature, competenze ed esperienza. Un aspetto che rafforza il valore accademico e sportivo di una competizione nata per innovare la vela attraverso ricerca, sostenibilità e lavoro di squadra.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.