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Monselice, ripartono gli scavi alla Rocca: tre visite aperte al pubblico

30/09/2026

Monselice, ripartono gli scavi alla Rocca: tre visite aperte al pubblico

La quinta campagna di scavi archeologici dell’Università di Padova alla Rocca di Monselice entra nel vivo e apre il cantiere anche ai cittadini. Sono previste tre giornate di visita, il 1°, 4 e 7 ottobre 2026, durante le quali sarà possibile osservare gli archeologi al lavoro e conoscere direttamente le nuove indagini sul cimitero medievale e sulle strutture fortificate individuate sulla sommità della Rocca. La campagna, iniziata il 14 settembre, proseguirà fino al 9 ottobre.

Tre giornate per seguire gli archeologi durante gli scavi

Le aperture al pubblico sono state annunciate dall’assessore regionale al Patrimonio Filippo Giacinti e puntano a mettere in contatto visitatori e attività di ricerca. Le informazioni relative agli orari e alle modalità di partecipazione saranno pubblicate sul sito del Castello di Monselice e sui relativi canali social.

Le indagini sono condotte dall’Università degli Studi di Padova su concessione del Ministero della Cultura, nell’ambito delle attività promosse dalla Regione del Veneto e da Veneto Edifici Monumentali srl. L’obiettivo è approfondire la conoscenza delle diverse fasi storiche di uno dei complessi monumentali più significativi del territorio veneto.

Nuove indagini nel grande cimitero medievale

Uno dei principali fronti della campagna 2026 riguarda il cimitero medievale individuato a sud della chiesa di Santa Giustina, un’area successivamente modificata dalla costruzione del grande mastio federiciano nel XIII secolo.

La prosecuzione dello scavo delle sepolture dovrà permettere agli studiosi di ricostruire meglio l’organizzazione del cimitero e le sue diverse fasi di utilizzo. I resti scheletrici rinvenuti saranno inoltre sottoposti ad analisi bioarcheologiche per ottenere informazioni sull’origine geografica degli individui, sui rapporti di parentela, sull’alimentazione e sulle condizioni di salute e, quando i dati lo consentiranno, sulle possibili cause della morte.

Il buono stato di conservazione dell’area offre quindi agli archeologi la possibilità di affiancare allo studio delle strutture anche una ricostruzione più dettagliata delle comunità che vissero sulla Rocca nel Medioevo.

Una possibile residenza fortificata nell’area nord-occidentale

Il secondo settore di ricerca si concentra su una grande costruzione emersa durante le campagne precedenti nell’area nord-occidentale. Gli scavi hanno portato alla luce un edificio medievale rettangolare associato a una torre, del quale gli archeologi stanno cercando di definire cronologia, caratteristiche architettoniche e funzione.

Tra le ipotesi attualmente allo studio c’è quella che possa trattarsi di una domus incastellata, cioè una residenza fortificata destinata a una figura di rango elevato, forse collegata al comando della fortificazione. Le nuove indagini dovranno verificare questa interpretazione e chiarire i rapporti dell’edificio con le altre strutture presenti sulla sommità della Rocca.

Trenta studenti da quattro continenti nel cantiere archeologico

Alla campagna partecipano complessivamente 30 studenti dell’Università di Padova provenienti da Africa, America, Europa e Asia. I partecipanti arrivano da Senegal, Stati Uniti, Italia, Spagna e Birmania e sono organizzati su più turni, con una presenza media giornaliera di circa quindici persone nel cantiere.

La Rocca viene utilizzata anche come laboratorio didattico, dove gli studenti possono esercitarsi nelle tecniche dello scavo stratigrafico, nella documentazione delle strutture e nello studio dei reperti. Le aree indagate vengono inoltre rilevate con strumenti di fotogrammetria digitale e ricostruzione tridimensionale, in modo da conservare una documentazione dettagliata delle diverse fasi dello scavo.

I risultati entreranno nei futuri spazi espositivi del mastio

Le conoscenze raccolte durante la campagna potranno essere utilizzate per il futuro rinnovamento degli spazi espositivi del mastio, resi più accessibili attraverso la nuova scala recentemente inaugurata. Accanto ai reperti archeologici, il progetto prevede lo sviluppo di soluzioni digitali e immersive per ricostruire ambienti, edifici e paesaggi oggi scomparsi.

L’obiettivo è integrare ricerca, conservazione e fruizione pubblica, facendo degli scavi uno strumento per ricostruire le trasformazioni della Rocca nel corso dei secoli e rendere accessibili ai visitatori anche gli elementi del complesso che non sono più visibili.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.