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CNA, credito caro per le piccole imprese: TAEG all’8,73%

07/07/2026

CNA, credito caro per le piccole imprese: TAEG all’8,73%

Per le piccole imprese il credito resta molto più costoso quando l’importo richiesto è basso. Secondo un’elaborazione della CNA sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese al 31 dicembre 2025, il divario è netto: sui prestiti per liquidità fino a 50mila euro il TAEG medio nazionale arriva all’8,73%, contro il 3,54% delle operazioni superiori a un milione.

Il piccolo credito costa di più

La differenza riguarda anche i finanziamenti destinati agli investimenti. Il TAEG medio nazionale si attesta al 3,96%, ma il costo sale al 6,08% per le operazioni fino a 50mila euro, mentre scende al 3,58% per i prestiti oltre un milione. La fascia tra 50mila e 125mila euro resta comunque elevata, con un tasso del 5,50%.

Per CNA si tratta di una distorsione che pesa proprio sulle imprese che usano il credito per interventi ordinari ma decisivi: acquistare un macchinario, sostenere la liquidità, pagare fornitori, digitalizzare un processo o superare una fase di tensione finanziaria. Il rischio è che il finanziamento, invece di sostenere crescita e continuità aziendale, diventi un fattore di selezione.

Sud e Isole più penalizzati

Il divario territoriale rende il quadro ancora più pesante. Nel Sud e nelle Isole il TAEG medio sui prestiti per investimenti raggiunge il 4,54%, sopra la media nazionale. Per gli importi fino a 50mila euro il tasso sale al 6,30%, mentre nella fascia tra 50mila e 125mila euro si attesta al 6,20%.

I valori più contenuti si registrano nel Nord-Est, dove il costo medio dei finanziamenti per investimenti è pari al 3,76%. In questa macroarea il tasso va dal 3,44% delle operazioni superiori a un milione al 5,87% dei prestiti fino a 50mila euro.

Anche il dettaglio regionale mostra forti differenze. I costi più elevati sono rilevati in Valle d’Aosta, con il 5,30%, e in Calabria, con il 5,02%. I tassi più bassi emergono invece in Liguria, al 3,43%, e nel Lazio, al 3,60%.

Liquidità, il nodo più pesante

La situazione diventa più critica quando il finanziamento serve per esigenze di liquidità. A livello nazionale il TAEG medio è pari al 4,95%, ma per le operazioni fino a 50mila euro arriva all’8,73%. Il differenziale con i prestiti oltre un milione è di 5,19 punti percentuali, più ampio rispetto a quello registrato sui finanziamenti per investimenti.

Nel Mezzogiorno il costo della liquidità è il più alto in tutte le fasce: 4,02% per gli importi superiori a un milione e 9,55% per quelli fino a 50mila euro. Nel Nord-Est i valori sono più bassi, dal 3,33% delle operazioni maggiori all’8,23% dei piccoli prestiti.

Il presidente CNA Dario Costantini avverte che un finanziamento da 30, 40 o 50mila euro può essere determinante per una piccola attività. Se però il piccolo credito resta molto più oneroso, gli investimenti rischiano di essere rinviati e la liquidità diventa più difficile da sostenere per le imprese radicate nei territori.

Rispetto ai picchi del 2023 i tassi sono scesi, ma restano lontani dai livelli precedenti alla stretta monetaria. Per CNA servono garanzie pubbliche più efficaci, un ruolo più forte dei Confidi, valutazioni capaci di considerare storia e qualità dell’impresa, procedure più semplici e tempi più rapidi.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to