Assalto al bancomat MPS, quattro padovani a giudizio
14/05/2026
Quattro cittadini italiani sono stati rinviati a giudizio per il tentato assalto con esplosivo allo sportello ATM della Banca MPS di Villafranca Padovana, avvenuto nella notte del 26 luglio 2025. L’indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova, ha portato all’esecuzione di perquisizioni personali e domiciliari e al sequestro di materiale ritenuto compatibile con assalti ai bancomat, tra cui passamontagna, jammer e indumenti considerati utili agli accertamenti.
Dal furto dell’auto al tentato colpo allo sportello ATM
Secondo la ricostruzione investigativa, l’attività della Squadra Mobile è partita dal furto di un’Alfa Romeo avvenuto a Padova nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2025. Le modalità del furto hanno subito attirato l’attenzione degli investigatori: l’arrivo di un’utilitaria, una sosta prolungata compatibile con la manomissione della centralina, l’avviamento illecito del veicolo e la successiva fuga dei due mezzi in sequenza.
Il ritrovamento dell’auto rubata, con evidenti segni di effrazione e manipolazioni all’impianto elettrico, ha confermato agli agenti l’uso di strumenti professionali. Da qui l’ipotesi che il veicolo fosse destinato a un’altra azione criminale. Poche ore dopo, infatti, la stessa Alfa Romeo è stata ripresa nei pressi della filiale MPS di Villafranca Padovana, dove quattro persone con il volto coperto da passamontagna hanno tentato l’assalto allo sportello automatico.
Le immagini del sistema di videosorveglianza dell’istituto bancario avrebbero documentato l’arrivo del gruppo e la suddivisione dei ruoli durante l’azione. L’utilizzo dell’esplosivo, però, non avrebbe prodotto l’effetto previsto: secondo gli accertamenti, l’eccessiva forza impiegata nelle fasi finali avrebbe attivato il fumogeno antifurto, impedendo la deflagrazione e costringendo i quattro a fuggire senza riuscire a portare a termine il colpo.
Perquisizioni, sequestri e richiesta di processo
La Squadra Mobile ha ricostruito i movimenti successivi attraverso telecamere comunali e private, analizzando numerosi filmati e migliaia di targhe. L’attività ha consentito di individuare progressivamente i presunti componenti del gruppo, ricostruendone anche la rete relazionale e operativa, fino all’emissione dei decreti di perquisizione personale e domiciliare.
I provvedimenti sono stati eseguiti nella mattinata del 22 aprile. Durante le attività di ricerca, i poliziotti hanno sequestrato passamontagna, jammer, abbigliamento ritenuto riconducibile all’assalto e altro materiale considerato tipico di azioni contro sportelli automatici. Secondo gli investigatori, i quattro indagati avrebbero potuto preparare altri colpi con modalità analoghe.
Al termine dell’indagine, la Procura della Repubblica di Padova ha chiesto il rinvio a giudizio per il furto dell’autovettura utilizzata nell’azione e per il tentato furto aggravato ai danni dello sportello bancario. I quattro indagati, secondo quanto riferito dagli inquirenti, risultano a vario titolo gravati da precedenti di polizia e condanne per reati contro il patrimonio e contro la persona; alcuni sarebbero già stati operativi nell’ambito della cosiddetta Mala del Brenta.
Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: gli imputati devono essere considerati non colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
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