Veneto, 257 milioni per difesa del suolo e rischio idraulico
09/07/2026
La Regione Veneto ha approvato il nuovo Piano Triennale dei Lavori Pubblici 2026-2028, con un programma da 257 milioni di euro destinato alla difesa del suolo, alla sicurezza idraulica e alla mitigazione del rischio idrogeologico. L’intervento è stato illustrato dall’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini, che ha indicato la protezione del territorio come una delle priorità dell’azione di governo.
Risorse regionali, fondi FESR e stanziamenti MASE
Il Piano si inserisce in una strategia di investimento più ampia. Secondo quanto riferito dall’assessore, tra risorse regionali e sinergie attivate sono stati concentrati circa 212 milioni di euro in interventi mirati alla messa in sicurezza del territorio.
A questa dotazione si aggiungono ulteriori 28 milioni di euro derivanti dalla riprogrammazione di fondi FESR e 20 milioni stanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per una nuova serie di lavori. L’obiettivo è rafforzare la capacità del Veneto di gestire la sicurezza idrica attraverso opere diffuse, programmate e già collocate in un quadro operativo.
Cantieri su fiumi, torrenti, canali e argini
Venturini ha precisato che il programma non riguarda ipotesi generiche, ma cantieri costruiti su una pianificazione tecnica definita. Dal 2010 a oggi, la Regione ha gestito oltre 3.000 interventi in tutto il territorio veneto, consolidando una linea di lavoro che prosegue anche con la nuova programmazione triennale.
Gli interventi puntano a garantire l’officiosità dei corsi d’acqua, la stabilità degli argini e la gestione delle portate idrauliche. In provincia di Padova sono previsti lavori sul fiume Fratta, a tutela dei comuni di Montagnana e Merlara, il consolidamento del torrente Muson dei Sassi a Campodarsego e la stabilizzazione del fondo del canale scaricatore a Padova.
Bacini di laminazione e fondi europei
Una parte rilevante della programmazione riguarda anche le grandi opere, tra cui i bacini di laminazione. L’assessore ha evidenziato che molte risorse destinate a questi interventi arrivano da canali europei, riducendo il peso sul bilancio ordinario regionale.
La Regione utilizza una programmazione finanziaria flessibile: i fondi comunitari, organizzati su cicli di sei anni, vengono stralciati dal piano triennale quando diventano operativi. Questo meccanismo consente di liberare spazio per affrontare altre necessità territoriali e intervenire con maggiore rapidità in base alle priorità emerse.
Prevenzione contro emergenze e cambiamenti climatici
Il Piano 2026-2028 conferma una linea orientata alla prevenzione, con investimenti pensati per ridurre la vulnerabilità dei territori esposti a criticità idrauliche e idrogeologiche. La sicurezza dei corsi d’acqua, la manutenzione degli argini e la realizzazione di opere di contenimento vengono considerate strumenti essenziali per limitare i danni in caso di eventi meteo intensi.
Secondo Venturini, il Veneto deve continuare a prepararsi alle sfide climatiche dei prossimi anni attraverso interventi costanti e una gestione programmata. La Regione punta quindi a rafforzare il territorio prima delle emergenze, con cantieri già pianificati e risorse distribuite su opere ritenute prioritarie per la tutela di cittadini, infrastrutture e attività economiche.
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