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Schermi e minori, studio di Padova fissa i limiti per età

28/07/2026

Schermi e minori, studio di Padova fissa i limiti per età

Niente schermi sotto i due anni, un massimo di un’ora al giorno tra i 3 e i 5 anni e meno di due ore quotidiane dopo i 5 anni. Sono le principali indicazioni contenute nel Position Paper europeo “Screen Time Exposure and Children's and Adolescents' Health”, pubblicato sulla rivista scientifica «Acta Paediatrica» e coordinato dalla Pediatria dell’Università di Padova. Il documento mette in guardia dagli effetti di un’esposizione precoce, prolungata e priva di regole a smartphone, televisori, videogiochi e social network.

Lo studio coordinato dalla Pediatria di Padova

Il lavoro è stato elaborato dalla European Academy of Paediatrics e dalla European Confederation of Primary Care Paediatricians nell’ambito del progetto “Giovani, Salute e Sani Stili di Vita”. Tra gli autori figurano Lorenza Onorati, specializzanda della Pediatria di Padova e componente dell’Accademia europea, ed Eugenio Baraldi, direttore scientifico della Fondazione Città della Speranza e coordinatore del progetto avviato dall’Università di Padova nel 2022.

Il Position Paper riunisce le evidenze scientifiche disponibili sugli effetti dell’utilizzo dei dispositivi digitali durante l’infanzia e l’adolescenza. Le raccomandazioni sono rivolte a famiglie, pediatri, scuole e responsabili delle politiche pubbliche, chiamati a costruire regole condivise per accompagnare i minori verso un rapporto equilibrato con la tecnologia.

L’attenzione degli studiosi riguarda lo sviluppo cognitivo, emotivo, sociale e fisico. Un uso eccessivo degli schermi può interferire con il sonno, ridurre il tempo dedicato al movimento e alle relazioni dirette, condizionare il rendimento scolastico e aumentare il rischio di comportamenti problematici legati ai dispositivi digitali.

I rischi per sonno, scuola e relazioni

Tra le criticità individuate compare la possibile insorgenza di forme di dipendenza da smartphone, videogiochi e piattaforme social. Secondo Eugenio Baraldi, il rischio cresce quando l’utilizzo comincia molto presto e prosegue senza limiti definiti o supervisione degli adulti.

Le conseguenze possono interessare il benessere psicologico, la qualità del riposo, i risultati scolastici e i rapporti con familiari e coetanei. Il tempo trascorso davanti allo schermo può inoltre sottrarre spazio all’attività fisica, al gioco libero e alle esperienze necessarie per lo sviluppo delle capacità comunicative e relazionali.

Il documento invita quindi a non considerare soltanto il numero complessivo di ore, ma anche il tipo di contenuto, il momento della giornata, la presenza di un adulto e lo scopo per cui viene utilizzato il dispositivo. Un’attività educativa svolta insieme a un genitore presenta caratteristiche differenti rispetto alla navigazione solitaria e incontrollata sui social network.

Nessuno schermo sotto i due anni

Per le bambine e i bambini al di sotto dei due anni, gli esperti raccomandano di evitare l’esposizione agli schermi. Sono previste limitate eccezioni, come le videochiamate con un genitore o un familiare lontano, purché l’interazione avvenga con l’accompagnamento di un adulto presente.

Tra i 3 e i 5 anni, il tempo davanti ai dispositivi dovrebbe rimanere entro un’ora al giorno. La fruizione dovrebbe avvenire preferibilmente insieme a una persona adulta, scegliendo contenuti adatti all’età e favorendo il dialogo su ciò che viene osservato.

Dopo i 5 anni, l’esposizione complessiva dovrebbe restare al di sotto delle due ore quotidiane. Il limite deve essere accompagnato dalla tutela del sonno, dalla pratica giornaliera di attività fisica e dalla definizione di momenti e spazi liberi dai dispositivi, come i pasti, lo studio e le ore che precedono il riposo notturno.

Famiglie e scuole coinvolte nell’educazione digitale

Il Position Paper attribuisce alle famiglie un ruolo centrale. Genitori e adulti di riferimento sono invitati a stabilire regole coerenti, verificare i contenuti utilizzati e offrire un esempio attraverso le proprie abitudini digitali. Anche scuole e servizi pediatrici possono contribuire con attività educative e programmi di prevenzione.

La pubblicazione si inserisce nel dibattito europeo sulla protezione dei minori online e sulla regolamentazione dell’accesso alle piattaforme social. Il documento richiama l’esigenza di affiancare alle responsabilità familiari interventi pubblici, controlli e politiche capaci di tutelare la salute mentale e fisica delle persone più giovani.

Per Lorenza Onorati, la promozione di comportamenti salutari deve comprendere anche la salute digitale. L’obiettivo è fornire indicazioni scientifiche utilizzabili dai pediatri, dalle famiglie e dai decisori pubblici, evitando che la tecnologia sostituisca il sonno, il movimento, il gioco e le relazioni personali.

Il progetto sui sani stili di vita

Lo studio è collegato al progetto “Giovani, Salute e Sani Stili di Vita”, sviluppato dalla Pediatria di Padova insieme alla Fondazione Salus Pueri e all’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza. L’iniziativa opera nelle scuole e tra le famiglie per promuovere comportamenti favorevoli alla salute fin dall’infanzia.

Il percorso era iniziato nel 2022 con la pubblicazione della “Carta di Padova per la salute dei bambini”, documento internazionale dedicato agli stili di vita. Il nuovo Position Paper amplia quell’impostazione, inserendo l’esposizione agli schermi e il rischio di dipendenza digitale tra le priorità della salute pediatrica.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.