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Padova, tre aggressioni per lo spaccio: 4 misure cautelari

31/08/2026

Padova, tre aggressioni per lo spaccio: 4 misure cautelari

Quattro misure cautelari sono state eseguite dalla Polizia di Stato nei confronti di altrettanti cittadini tunisini tra i 22 e i 27 anni, ritenuti coinvolti in un gruppo attivo nell’ambiente dello spaccio tra Padova e provincia. L’indagine della Squadra Mobile riguarda tre violente aggressioni avvenute nel marzo scorso, durante le quali sarebbero stati utilizzati coltelli, mazze, bastoni, spray urticante e veicoli impiegati per tentare di investire le vittime. Tre dei destinatari sono stati raggiunti da una misura di custodia cautelare in carcere, mentre per un quarto è stato disposto il divieto di dimora nella Regione Veneto.

Il primo agguato davanti a un kebab di Padova

Il primo episodio risale al 2 marzo, quando due cittadini tunisini, anch’essi conosciuti per precedenti legati agli stupefacenti, sarebbero stati attaccati in strada da un gruppo di connazionali davanti a un kebab. Secondo la ricostruzione investigativa, gli aggressori avrebbero utilizzato machete, coltelli, mazze e spray urticante.

Una delle vittime avrebbe tentato di fuggire, venendo però raggiunta nei pressi di un bar e ferita a una mano con un coltello. L’altro uomo si sarebbe rifugiato nel locale, lasciando all’esterno alcuni telefoni cellulari e un cane di razza amstaff, che sarebbero stati portati via dal gruppo.

Nei giorni successivi uno degli aggrediti avrebbe ricevuto messaggi contenenti fotografie dell’animale e l’indicazione di un luogo nel quale recuperarlo. Secondo la Polizia, una volta raggiunto il punto concordato, l’uomo avrebbe trovato ad attenderlo nuovamente alcuni componenti del gruppo.

Le immagini della videosorveglianza, l’analisi dei mezzi utilizzati e i riconoscimenti effettuati dalle persone offese hanno permesso agli investigatori di ricostruire parte della dinamica. L’ipotesi è che l’episodio fosse collegato a contrasti per il controllo delle piazze di spaccio.

Tangenziale Nord, moto tamponata e tentativi di investimento

Un secondo episodio si sarebbe verificato il 21 marzo sulla Tangenziale Nord di Padova. Le stesse due persone coinvolte nell’aggressione precedente viaggiavano su una motocicletta quando sarebbero state raggiunte da un furgone riconducibile a uno dei presunti aggressori.

Il mezzo avrebbe dapprima tamponato la moto e successivamente tentato di spingerla contro il guardrail. Dopo una brusca frenata, il furgone avrebbe effettuato una manovra in retromarcia cercando ancora di investire i due uomini, provocandone la caduta.

Poco dopo sarebbe arrivata anche un’automobile, condotta da un altro componente del gruppo, che avrebbe tentato nuovamente di colpirli. Le vittime avrebbero abbandonato la motocicletta e superato lo spartitraffico per allontanarsi. Uno dei due ha riportato una frattura al perone con prognosi di 30 giorni e ha dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico; l’altro ha riportato una ferita a un dito con 15 giorni di prognosi.

Aggressione al distributore, un giovane ferito per 87 giorni

Il terzo episodio contestato risale alla sera del 23 marzo. Due giovani italiani poco più che ventenni avevano raggiunto in moto un distributore di carburante dopo aver concordato tramite social un incontro con alcuni nordafricani, secondo quanto riferito alla Polizia presumibilmente per acquistare sostanze stupefacenti.

I due sarebbero stati improvvisamente aggrediti da diversi uomini. Uno avrebbe utilizzato una mazza, un altro dello spray al peperoncino. Durante il tentativo di fuga un SUV avrebbe investito la motocicletta facendoli cadere.

Sul posto gli investigatori hanno recuperato frammenti di carrozzeria, una mazza blu, un cappellino e una traccia presumibilmente ematica. Su uno degli oggetti sarebbe stata individuata anche un’impronta digitale. Le telecamere della zona avrebbero documentato l’arrivo di otto persone, distribuite tra un furgone e due automobili.

Uno dei ragazzi coinvolti nell’aggressione ha riportato diverse lesioni e fratture, arrivando a una prognosi complessiva di 87 giorni.

Il giudice: scontro per il controllo delle piazze di spaccio

Secondo il quadro ricostruito dagli investigatori e valutato dal giudice, i tre episodi sarebbero inseriti in uno scontro più ampio tra gruppi contrapposti per il controllo dello spaccio di droga a Padova e nella provincia. Le indagini hanno utilizzato filmati di videosorveglianza, testimonianze, dati del traffico telefonico e ulteriori accertamenti sui mezzi impiegati.

Il giudice ha ritenuto concreto il rischio di nuovi reati e ha disposto tre misure di custodia cautelare in carcere e un divieto di dimora in Veneto. La Questura ha inoltre riferito che alcuni degli indagati hanno precedenti legati agli stupefacenti e ai reati contro la persona.

Il procedimento si trova nella fase cautelare. Le accuse dovranno quindi essere verificate nel corso del processo e la responsabilità degli indagati potrà essere definitivamente accertata soltanto con una sentenza irrevocabile.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.