Padova, reni 3D da pazienti reali per chirurgia robotica
01/07/2026
Modelli tridimensionali di rene, costruiti a partire dalle immagini TC di pazienti reali, saranno utilizzati per rendere più accurata la simulazione degli interventi di chirurgia robotica urologica. È il cuore del progetto di collaborazione scientifica avviato tra l’Università degli Studi di Padova, il Centre Hospitalier Universitaire de Bordeaux e l’Université de Bordeaux, con il coinvolgimento del Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Oncologiche e Gastroenterologiche dell’ateneo padovano.
Modelli biomimetici per simulare il tumore al rene
Il progetto punta allo sviluppo di modelli tridimensionali biomimetici destinati alla chirurgia robotica urologica. Ogni modello viene realizzato partendo da immagini di tomografia computerizzata, elaborate per ricostruire in modo fedele l’anatomia del rene e la posizione della lesione tumorale. Il risultato è una riproduzione fisica in grado di offrire ai chirurghi uno strumento concreto per pianificare e simulare procedure complesse.
Nelle sale operatorie dell’Azienda ospedaliera e dell’Università di Padova è stato recentemente eseguito con successo un intervento di nefrectomia parziale robot-assistita su un modello tridimensionale in silicone di rene contenente una neoplasia. La simulazione ha permesso di raccogliere dati e osservazioni utili per migliorare le prossime generazioni di modelli, con l’obiettivo di renderli più realistici e funzionali alla formazione specialistica.
Collaborazione tra Padova e Bordeaux
A coordinare il lavoro per il DiSCOG è il professor Fabrizio Dal Moro, direttore della Clinica Urologica Azienda/Università di Padova. Il progetto nasce dalla collaborazione con il CHU de Bordeaux e l’Université de Bordeaux, unendo competenze cliniche, chirurgiche, tecnologiche e di ricerca applicata.
La finalità è sviluppare strumenti capaci di supportare la preparazione dei chirurghi e la pianificazione preoperatoria. La chirurgia robotica richiede infatti precisione, familiarità con l’anatomia specifica del paziente e capacità di gestire variabili complesse. La possibilità di esercitarsi su modelli costruiti a partire da casi reali può contribuire a rendere la simulazione più vicina alle condizioni operative.
L’intero processo viene svolto nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. Le immagini utilizzate sono completamente anonimizzate e non contengono elementi che permettano l’identificazione dei pazienti. Questo passaggio consente di impiegare dati clinici reali tutelando la privacy e mantenendo elevati standard di sicurezza nella gestione delle informazioni.
I risultati verso il congresso ERUS26
Le attività di ricerca saranno valorizzate anche durante ERUS26, European Robotic Urology Section, uno dei principali congressi internazionali dedicati alla chirurgia robotica urologica. L’appuntamento si terrà dal 9 all’11 settembre e offrirà un contesto scientifico di rilievo per presentare le nuove tecnologie applicate alla simulazione chirurgica.
Il progetto conferma il ruolo della ricerca universitaria nella costruzione di strumenti pensati per migliorare formazione, programmazione degli interventi e qualità delle cure. La sperimentazione sui modelli biomimetici rappresenta un passaggio significativo per integrare immagini diagnostiche, materiali avanzati e chirurgia robotica, trasformando i dati dei pazienti in supporti didattici e operativi ad alta precisione.
Articolo Precedente
Padova, Filippo Squarcina guiderà il Genio Civile