Padova, monumento all’agente Arnaldo Trevisan in stazione
17/07/2026
Una stele alta tre metri è stata inaugurata nel piazzale della stazione ferroviaria di Padova in memoria di Arnaldo Trevisan, agente scelto della Polizia di Stato ucciso durante un intervento contro due rapinatori. La cerimonia si è svolta giovedì 16 luglio, nell’ambito delle commemorazioni per il 38° anniversario della morte del poliziotto, insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile e riconosciuto Vittima del dovere.
La stele in acciaio corten illuminata di blu
Il monumento è stato realizzato dallo scultore Alberto Pasqual, originario di Sacile, in provincia di Pordenone. L’opera è composta da una stele in acciaio corten collocata su una base in pietra di Aurisina. Sulla parte superiore si apre un profondo squarcio, pensato per rappresentare la vita del giovane agente interrotta durante il servizio.
Sulla superficie sono riprodotti anche i segni dei cinque colpi di pistola che raggiunsero Trevisan al petto. L’acciaio è stato scelto per evocare forza, resistenza, protezione e solidità, valori associati al lavoro quotidiano degli appartenenti alla Polizia di Stato.
Al calare della sera, la stele viene illuminata dall’interno con una luce blu, richiamo ai lampeggianti delle Volanti e simbolo di una memoria destinata a rimanere visibile anche durante la notte. Le caratteristiche artistiche e il significato dell’opera sono stati illustrati durante la cerimonia dallo stesso Pasqual e dalla critica d’arte Giovanna Iacumin.
Alla commemorazione il capo della Polizia Vittorio Pisani
Alla cerimonia hanno partecipato il capo della Polizia e direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Vittorio Pisani, il questore di Padova Marco Odorisio, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, il prefetto Giuseppe Forlenza e il sindaco Sergio Giordani.
Presenti anche il procuratore generale Federico Prato, il procuratore della Repubblica Antonello Racanelli, rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose, funzionari della Polizia di Stato e numerosi cittadini. Accanto alle autorità c’erano la sorella Adriana, il fratello Alberto e altri familiari di Arnaldo Trevisan.
Dopo il passaggio in rassegna del picchetto d’onore, Giordani ha rivolto il saluto della città, mentre il questore Odorisio ha ripercorso la storia professionale e il sacrificio del giovane agente. Pisani, insieme ai familiari e al questore, ha quindi scoperto il monumento e deposto una corona d’alloro, accompagnato dagli onori resi ai caduti della Polizia di Stato.
Il tenore Francesco Grollo, con l’accompagnamento al pianoforte del maestro Antonio Camponogara, ha eseguito l’Ave Maria e, al termine della commemorazione, la Preghiera del poliziotto.
L’uccisione dopo la rapina all’ufficio postale
Arnaldo Trevisan morì il 16 maggio 1988. Quella mattina, alle 8.40, la Volante sulla quale prestava servizio ricevette la segnalazione di una rapina commessa nell’ufficio postale di via Lando. I due responsabili, fuggiti inizialmente su un ciclomotore, rimasero coinvolti in un incidente nella zona retrostante la stazione e proseguirono a piedi attraverso il sottopassaggio.
Avvertiti da alcuni passanti, Trevisan e il capo pattuglia raggiunsero il piazzale della stazione. Il giovane agente individuò i sospettati a bordo dell’autobus della linea 401, pronto a partire dalla piattaforma numero 3, e ordinò loro di scendere.
Quando Trevisan si voltò per richiamare l’attenzione del collega, uno dei rapinatori estrasse una rivoltella e sparò cinque colpi, ferendolo mortalmente. L’aggressore tentò di fuggire attraverso il sottopassaggio, ma fu raggiunto e arrestato da altri agenti dopo una colluttazione. Il giorno successivo si tolse la vita mentre era detenuto in ospedale.
Le iniziative dedicate alla memoria dell’agente
Negli anni, Padova ha ricordato Trevisan attraverso due lapidi, collocate sul luogo dell’uccisione e all’interno della Questura. Al suo nome sono stati dedicati anche l’auditorium della scuola frequentata dal giovane e, nel novembre 2023, la sala riunioni della Questura.
La Medaglia d’Oro al Valor Civile gli fu conferita per il coraggio dimostrato nell’inseguire e fermare gli autori della rapina, affrontando il pericolo con elevato senso del dovere fino al sacrificio della propria vita.
Dopo la commemorazione, nell’Aula Magna di Palazzo Bo si è svolto il convegno “Sicurezza Cibernetica e A.I.”, organizzato insieme all’Università degli Studi di Padova. All’incontro sono intervenuti la rettrice Daniela Mapelli e il capo della Polizia Vittorio Pisani.
Articolo Precedente
Padova, arrestato 36enne ricercato per furti in casa
Articolo Successivo
Padova, Kave Home apre uno showroom da mille metri quadrati
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to