Padova, Kave Home apre uno showroom da mille metri quadrati
17/07/2026
Il Consiglio comunale di Padova sarà chiamato ad approvare, giovedì 30 luglio 2026, la convenzione che consentirà a Kave Home di aprire un nuovo punto vendita nel centro storico. Lo showroom sorgerà nell’immobile di via Emanuele Filiberto di Savoia, già sede della Banca Cattolica del Veneto e successivamente del Banco Ambrosiano, rimasto inutilizzato per un lungo periodo. L’operazione prevede anche misure specifiche per i parcheggi e l’utilizzo del trasporto pubblico da parte di dipendenti e clienti.
Uno showroom “Atelier” nel palazzo dell’ex banca
Il progetto riguarda l’insediamento di una media struttura di vendita con formula “Atelier”, sviluppata su una superficie di circa mille metri quadrati. Gli spazi saranno utilizzati come showroom esperienziale, nel quale i clienti potranno osservare le collezioni, ricevere consulenza e progettare gli arredi destinati alle proprie abitazioni.
Il modello commerciale non prevede il ritiro diretto dei mobili acquistati. I prodotti saranno infatti consegnati a domicilio, riducendo la necessità di movimentare merci ingombranti nel centro cittadino e limitando il traffico logistico collegato all’attività.
L’apertura permetterà di recuperare un edificio di rilievo storico e urbano, riportando una funzione commerciale in locali collocati in una posizione strategica. L’Amministrazione considera l’investimento un segnale dell’interesse manifestato dagli operatori internazionali verso il centro di Padova e verso formule di vendita fondate sulla progettazione e sulla consulenza personalizzata.
Dieci posti auto attraverso i parcheggi APS
La convenzione affronta anche il rispetto degli standard urbanistici legati alla disponibilità di parcheggi. Dei 17 posti auto richiesti, dieci saranno reperiti attraverso abbonamenti presso strutture gestite da APS e saranno destinati ai dipendenti del nuovo punto vendita.
Per i sette stalli mancanti è stato predisposto un sistema compensativo basato su interventi di mobilità sostenibile. Kave Home dovrà acquistare ogni anno cinque abbonamenti annuali al trasporto pubblico locale, da assegnare al personale impiegato nello showroom.
L’azienda metterà inoltre gratuitamente a disposizione della clientela 400 titoli di viaggio urbani, utilizzabili sugli autobus e sui tram cittadini. La misura punta a incentivare l’accesso al centro con i mezzi pubblici, riducendo la pressione sul traffico e sulla sosta nelle strade circostanti.
Il SIR 2 considerato un elemento di attrattività
Il vicesindaco Antonio Bressa ha definito l’arrivo del marchio una notizia positiva per Padova, evidenziando il recupero di spazi commerciali rimasti vuoti e la capacità del centro storico di attirare investimenti qualificati.
Secondo Bressa, la convenzione introduce un’applicazione innovativa degli standard urbanistici, adattandoli all’evoluzione delle modalità di acquisto e degli spostamenti. L’accordo garantisce una parte dei parcheggi richiesti e collega la compensazione dei restanti posti alla promozione concreta del trasporto pubblico.
Nel progetto assume rilievo anche il futuro SIR 2, considerato dagli investitori un’infrastruttura capace di facilitare l’arrivo dei clienti nel centro cittadino. La nuova linea tranviaria potrà sostenere flussi di persone diretti verso le attività commerciali, mentre il sistema delle consegne a domicilio dovrebbe contenere gli spostamenti dei mezzi destinati al trasporto delle merci.
Nuova funzione commerciale per un edificio storico
La convenzione coinvolge il Comune di Padova, Kave Home e la proprietà dell’immobile. Dopo il voto del Consiglio comunale potranno essere completati gli adempimenti necessari all’apertura della struttura e all’applicazione degli impegni previsti sul fronte della mobilità.
Il recupero dell’ex sede bancaria si inserisce nel percorso di riattivazione degli immobili inutilizzati nel cuore della città. L’apertura dello showroom amplierà l’offerta commerciale e permetterà di utilizzare nuovamente un edificio legato alla storia economica e finanziaria di Padova, con un’attività progettata per integrarsi con il sistema del trasporto pubblico e con le trasformazioni urbane attese nei prossimi anni.
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