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Padova, blatte e alimenti scaduti nel ristorante sushi: attività sospesa

02/10/2026

Padova, blatte e alimenti scaduti nel ristorante sushi: attività sospesa

Blatte in cucina e sul bancone di servizio, escrementi riconducibili a roditori, alimenti scaduti e circa 400 chili di prodotti conservati in condizioni igieniche giudicate precarie. È quanto emerso durante un controllo congiunto effettuato in un ristorante di sushi di via Chiesanuova, a Padova, dove gli organi competenti hanno disposto la sospensione dell’attività. Nel locale sono state rilevate anche irregolarità amministrative e lavorative, tra cui la presenza di due addetti privi di contratto.

Blatte e tracce di roditori nei locali della cucina

Il controllo è stato eseguito nella mattinata di mercoledì 30 settembre su disposizione del questore di Padova, Marco Odorisio. All’ispezione hanno partecipato la Squadra Amministrativa della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza, la Polizia Locale, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, il S.I.A.N. e il Servizio Veterinario di Igiene degli Alimenti di Origine Animale.

Secondo quanto riferito dalla Questura, già durante l’accesso al ristorante, prima dell’apertura al pubblico, gli agenti hanno riscontrato la presenza di scarafaggi e blatte in diversi ambienti, compreso il bancone utilizzato per la somministrazione di aperitivi e stuzzichini.

Ulteriori verifiche nella cucina avrebbero evidenziato condizioni di degrado e carenze igieniche, con altre blatte ed escrementi attribuiti alla presenza di roditori. S.I.A.N. e servizio veterinario hanno quindi disposto la sospensione della somministrazione di alimenti e bevande. La riapertura potrà avvenire soltanto dopo il ripristino delle condizioni igienico-sanitarie richieste e l’adempimento delle prescrizioni impartite.

Circa 400 chili di carne e pesce nei freezer del garage

Nel corso dell’ispezione sono stati controllati anche due congelatori collocati in un garage adiacente al ristorante. All’interno erano conservati complessivamente circa 400 chilogrammi di alimenti, tra prodotti ittici e carne.

Gli ispettori hanno segnalato la presenza di grandi cristalli di ghiaccio, brina spessa, liquidi congelati nelle confezioni e prodotti compattati in blocchi. Sono state inoltre osservate alterazioni del colore e zone disidratate. Secondo quanto riportato nel comunicato della Questura, tali elementi sono stati considerati compatibili con ripetuti passaggi tra congelamento e scongelamento.

Parte degli alimenti risultava inoltre scaduta da diversi mesi, mentre per altri prodotti mancavano etichette utili a identificarne natura e data di scadenza. È stata quindi disposta la distruzione e lo smaltimento degli alimenti attraverso una ditta specializzata, con costi a carico del titolare.

Tra le contestazioni igienico-sanitarie figurano anche la mancata applicazione delle procedure previste dal manuale HACCP, per la quale è indicata una sanzione di 2.000 euro, e irregolarità nella conservazione e nel trattamento degli alimenti, in particolare del pesce crudo, con una sanzione prevista di 1.000 euro.

Due lavoratori senza contratto, scatta un’altra sospensione

Durante il controllo sono stati identificati, oltre al titolare, otto lavoratori stranieri, tutti regolarmente soggiornanti in Italia. Due di loro, un cittadino tunisino impiegato nel servizio ai tavoli e un cittadino bengalese addetto alla cucina, sono risultati privi di contratto di assunzione.

L’Ispettorato Territoriale del Lavoro ha disposto la sospensione dell’attività anche sotto il profilo lavoristico, poiché il numero degli addetti irregolari superava la soglia prevista dalla normativa rispetto al personale presente.

Per ottenere la revoca del provvedimento sarà necessaria la regolarizzazione dei lavoratori e il pagamento di una somma aggiuntiva pari a 2.500 euro. È prevista inoltre una maxi-sanzione per lavoro sommerso di 1.950 euro per ciascun lavoratore irregolare.

Dalla videosorveglianza alle insegne, le altre irregolarità

Gli accertamenti hanno fatto emergere anche diverse violazioni amministrative. Tra queste figurano la mancata esposizione del cartello sul divieto di somministrazione di alcolici ai minori, insegne pubblicitarie prive di autorizzazione o superiori alle dimensioni consentite e irregolarità relative alla sorvegliabilità dei locali.

Nel ristorante erano presenti telecamere funzionanti, ma secondo gli accertamenti mancavano sia la prescritta informativa sull’area videosorvegliata sia l’autorizzazione richiesta per l’installazione dell’impianto. Per uno degli aspetti rilevati è prevista una segnalazione al Garante per la Protezione dei Dati Personali.

L’area tecnica dell’Ispettorato del Lavoro ha infine impartito prescrizioni sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e richiesto l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi. I controlli rientrano nel programma della Questura di Padova dedicato alla verifica della regolarità amministrativa, lavorativa e igienico-sanitaria degli esercizi aperti al pubblico.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.