Caricamento...

Padova365 Logo Padova365

Padova, 55 opere alla Galleria Cavour sul futuro del corpo

07/09/2026

Padova, 55 opere alla Galleria Cavour sul futuro del corpo

Diciassette artisti internazionali e 55 opere, molte delle quali di grandi dimensioni, compongono “Sul futuro del corpo”, la mostra curata da Barbara Codogno alla Galleria Civica Cavour di Padova, aperta dal 5 settembre al 4 ottobre 2026. Pittura e scultura diventano strumenti per interrogare il corpo nell’epoca degli algoritmi, dell’intelligenza artificiale e della riproduzione digitale dell’immagine, mettendo al centro temi come identità, memoria, vulnerabilità, controllo e trasformazione.

Il corpo tra immagine digitale e esperienza vissuta

Il percorso espositivo parte da una domanda che attraversa il presente: quale ruolo resta al corpo quando la sua immagine viene continuamente registrata, elaborata, archiviata e riprodotta attraverso dispositivi digitali? La mostra affronta la distanza crescente tra rappresentazione ed esperienza, riportando l’attenzione sulla dimensione fisica e concreta dell’esistenza.

Il corpo viene così osservato come archivio vivente, spazio nel quale si accumulano memoria, desiderio, relazioni, trasformazioni individuali e tensioni collettive. Le opere evitano una lettura puramente tecnologica del presente e riportano l’attenzione sulla materia, sul gesto artistico e sui limiti della condizione umana.

Nel progetto espositivo trova spazio anche il richiamo alla riflessione contenuta in “Magnifica Humanitas”, citata nel testo curatoriale come riferimento alla tutela della dignità della persona nell’epoca dell’intelligenza artificiale. La centralità dell’essere umano viene così posta in relazione con il rischio di ridurre identità e corpo a dati, immagini o rappresentazioni replicabili.

Diciassette artisti tra memoria, natura e identità

La mostra riunisce Radu Belcin, Enrica Berselli, Luca Bidoli, Greta Bisandola, Angelo Brugnera, Chiara Calore, Fabbio Copercini, Chandra Fanti, Angelo Giordano, Alfio Giurato, Maurizio L’Altrella, Julio Larraz, Nunzio Paci, Flavia Pitiș, Stefano Reolon, Nicola Samorì e Markus Schinwald.

Una parte del percorso è dedicata alla dissoluzione dell’identità e alla permanenza delle immagini. Nelle opere di Radu Belcin, Flavia Pitiș, Alfio Giurato e Nicola Samorì la figura appare e si consuma, lasciando emergere tracce del tempo e della memoria.

Altri lavori mettono invece in relazione anatomia e natura. Angelo Brugnera, Nunzio Paci, Enrica Berselli e Chiara Calore rappresentano organismi attraversati da contaminazioni e trasformazioni, nei quali il confine tra essere umano e ambiente diventa meno definito.

Mito, spiritualità e dimensione politica del corpo

Stefano Reolon, Maurizio L’Altrella, Chandra Fanti e Luca Bidoli affrontano il rapporto tra corpo, simbolo e spiritualità, recuperando archetipi e iconografie della tradizione occidentale. La fisicità viene proposta come punto di incontro tra materia e trascendenza, tra esperienza individuale e memoria culturale.

Un altro nucleo della mostra legge invece il corpo come territorio politico. Markus Schinwald riflette sui meccanismi che condizionano comportamenti e identità, mentre Julio Larraz affronta le ferite dell’esilio e della geopolitica.

Fabbio Copercini utilizza la figura di Pier Paolo Pasolini per una riflessione legata al sacrificio e alla violenza. Greta Bisandola interpreta il corpo come archivio genetico ed ereditario, mentre Angelo Giordano concentra la propria ricerca sul limite e sulla fragilità, contrapponendoli all’idea contemporanea di perfezione e prestazione.

Barbara Codogno: pittura e scultura come strumenti di resistenza

Secondo la curatrice Barbara Codogno, materia, gesto, tempo di esecuzione ed errore permettono di restituire al corpo una presenza che sfugge alla standardizzazione. Le opere condividono, pur attraverso linguaggi differenti, una riflessione sulle grandi tensioni del presente: identità, tecnologia, appartenenza, controllo, memoria e sacro.

La pittura e la scultura vengono quindi utilizzate per osservare le trasformazioni culturali e sociali contemporanee attraverso linguaggi che mantengono una relazione diretta con la materia. L’esposizione si sviluppa come una domanda aperta sul futuro dell’esperienza incarnata e sulla possibilità di preservare una dimensione autenticamente umana in un contesto dominato dalla rappresentazione digitale.

La mostra alla Galleria Civica Cavour fino al 4 ottobre

“Sul futuro del corpo” è realizzata in collaborazione con il Comune di Padova – Assessorato alla Cultura, con la partecipazione della Fondazione Alberto Peruzzo e della Fondazione Coppola.

Il progetto espositivo è sostenuto da Greenplast, SportFelix e Poliambulatorio Valentini, Cleup, Le Colture e Duomo Copy. Il catalogo è pubblicato da CLEUP – Cooperativa Libraria Editrice Università di Padova. L’organizzazione è affidata a Barbara Codogno, Monica Andreosi e Bruna Laura Filippini.

La mostra resterà visitabile alla Galleria Civica Cavour di Padova fino al 4 ottobre 2026, offrendo un percorso attraverso alcune delle principali ricerche della nuova figurazione internazionale e una riflessione sul rapporto tra corpo, tecnologia e identità contemporanea.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.