Veneto, prima mosca orientale della frutta: scatta il piano regionale
14/09/2026
Il Veneto attiva un piano straordinario di monitoraggio dopo il primo ritrovamento regionale della mosca orientale della frutta, Bactrocera dorsalis, organismo nocivo classificato dall'Unione europea tra quelli da quarantena prioritari. Gli esemplari erano stati individuati dal Servizio Fitosanitario regionale durante il monitoraggio condotto nel 2025 a Favaro Veneto, nel Comune di Venezia. Per verificare se si tratti di introduzioni occasionali o dell'avvio di un insediamento stabile, la Regione ha ora predisposto un progetto biennale 2026-2027 insieme al Dipartimento di Biotecnologie dell'Università di Verona.
Catture registrate tra luglio e novembre 2025
Secondo i dati riportati dalla Regione, le catture a Favaro Veneto sono state registrate tra il 17 luglio e il 18 novembre 2025. Le indagini hanno mostrato una dinamica compatibile con il susseguirsi di quattro generazioni dell'insetto e con una possibile diffusione in un raggio di circa 10 chilometri.
La Bactrocera dorsalis è originaria delle aree tropicali e subtropicali, in particolare del Sud-Est asiatico, ed è considerata un fitofago capace di attaccare numerose specie frutticole e orticole. Le larve si sviluppano all'interno dei frutti, provocando deterioramento e perdita della commerciabilità del prodotto.
La specie era già stata segnalata in Italia in Campania ed Emilia-Romagna. Il ritrovamento veneziano ha fatto scattare le procedure previste dalla normativa fitosanitaria europea, con controlli mirati e delimitazione dell'area interessata.
Zona infestata di 500 metri e fascia cuscinetto di 7 chilometri
Il nuovo piano regionale concentrerà le attività nell'area del focolaio e nei punti considerati maggiormente esposti a nuove introduzioni, tra cui porti, aeroporti e centri agroalimentari.
Attorno al luogo del ritrovamento sarà individuata una potenziale zona infestata con un raggio di 500 metri, circondata da una zona cuscinetto estesa per 7 chilometri. In queste aree verranno intensificati il trappolaggio, la cattura massale degli insetti e il campionamento, mentre la sorveglianza continuerà sull'intero territorio veneto.
L'assessore regionale all'Agricoltura Dario Bond ha spiegato che l'obiettivo è stabilire rapidamente se la presenza rilevata sia riconducibile a episodi isolati oppure a una popolazione capace di stabilizzarsi sul territorio. L'azione regionale punta quindi a seguire nel tempo l'andamento delle catture e a individuare le condizioni che potrebbero favorire un'eventuale diffusione.
Analisi genetiche con l'Università di Verona
Una parte centrale del progetto sarà affidata alla diagnostica molecolare. Gli esemplari eventualmente catturati verranno sottoposti a caratterizzazione genetica per confrontarli con popolazioni già rilevate in altre zone italiane e all'estero.
Le analisi dovranno aiutare a ricostruire le possibili vie di ingresso della specie e verificare eventuali collegamenti tra i diversi focolai. Il programma integrerà quindi il monitoraggio sul campo con strumenti di modellazione del rischio e ricerca scientifica.
Il progetto proseguirà fino al 31 dicembre 2027 e avrà un costo complessivo di 132 mila euro. La Regione Veneto finanzierà 120 mila euro, divisi in 60 mila euro per il 2026 e altrettanti per il 2027, mentre l'Università di Verona contribuirà con 12 mila euro.
Le attività serviranno a fornire al Servizio Fitosanitario regionale dati utili per intervenire in modo mirato e tutelare le colture frutticole e orticole venete qualora le verifiche confermassero il rischio di insediamento della mosca orientale della frutta.
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