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Padova, falso documento ucraino: 46enne rimpatriato in Cina

12/08/2026

Padova, falso permesso ucraino: 46enne rimpatriato in Cina

Un cittadino cinese di 46 anni è stato arrestato a Padova dopo che la Polizia di Stato ha accertato la presunta falsità del documento ucraino utilizzato per chiedere un permesso di soggiorno italiano per “Emergenza Ucraina”. La Questura ha successivamente respinto l’istanza e disposto il rimpatrio dell’uomo, accompagnato dagli agenti alla frontiera aerea di Venezia per essere imbarcato su un volo diretto a Pechino.

Il documento presentato all’Ufficio Immigrazione

Gli accertamenti sono partiti durante l’esame della pratica presentata dal 46enne all’Ufficio Immigrazione della Questura di Padova. L’uomo, identificato attraverso un passaporto cinese in corso di validità, aveva formalizzato nel gennaio 2026 una richiesta di rilascio del titolo di soggiorno previsto nell’ambito dell’emergenza ucraina.

A sostegno dell’istanza aveva consegnato un documento di soggiorno permanente apparentemente rilasciato dalle autorità ucraine nel 2021 e con scadenza fissata all’11 agosto 2031. Alcune caratteristiche del titolo hanno però insospettito gli operatori, che hanno convocato nuovamente il richiedente per sottoporre la documentazione a verifiche più approfondite.

L’esame avrebbe fatto emergere diverse difformità rispetto agli standard dei documenti originali. Per questo motivo gli atti sono stati sottoposti agli specialisti del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica di Padova, settore Indagini Grafiche e Falso Documentale. Secondo quanto comunicato dalla Questura, gli accertamenti tecnici hanno stabilito che il permesso di soggiorno ucraino era contraffatto.

I precedenti e il precedente provvedimento di espulsione

Le verifiche della Polizia hanno ricostruito anche la precedente permanenza dell’uomo in Italia. Il 46enne era entrato per la prima volta nel Paese nel 2002 e aveva ottenuto dalla Questura di Treviso un permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

Nel 2006 era stato deferito all’Autorità Giudiziaria dalla Squadra Mobile di Piacenza nell’ambito di un procedimento per produzione e spaccio di sostanze stupefacenti, concluso con una condanna a due anni e sei mesi di reclusione. Nel 2007, dopo la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari, aveva violato la misura allontanandosi dall’abitazione ed era stato successivamente condannato a cinque mesi per evasione.

Nell’agosto 2008 il Magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia aveva disposto nei suoi confronti l’espulsione dall’Italia, con divieto di rientro per dieci anni. Terminato quel periodo, l’uomo sarebbe tornato sul territorio nazionale nel gennaio 2026.

Istanza respinta e accompagnamento alla frontiera di Venezia

Dopo gli accertamenti sul documento presentato per ottenere la protezione collegata all’emergenza ucraina, il cittadino cinese è stato arrestato. La Questura riferisce che il provvedimento è stato adottato sulla base degli elementi raccolti durante l’attività investigativa e della presunta utilizzazione fraudolenta del titolo contraffatto.

Acquisito dall’Autorità Giudiziaria il nulla osta necessario all’espulsione, il questore di Padova Marco Odorisio ha disposto il rigetto della richiesta di permesso di soggiorno e, considerata la posizione irregolare dell’uomo sul territorio nazionale, il suo accompagnamento alla frontiera.

Il 46enne è stato quindi trasferito dagli agenti dell’Ufficio Immigrazione all’aeroporto di Venezia, dove è stato programmato l’imbarco su un volo diretto Venezia-Pechino, con successiva consegna alle autorità cinesi e allontanamento dal territorio italiano.

Per le contestazioni ancora sottoposte al vaglio dell’Autorità Giudiziaria resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.