Padova, 41enne in carcere per maltrattamenti e rapina
07/05/2026
Un cittadino tunisino di 41 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato a Padova e accompagnato in casa circondariale per scontare una condanna a 3 anni e 5 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia e rapina commessi nei confronti della compagna nell’ottobre 2022.
L’ordine di carcerazione eseguito in zona Arcella
L’arresto è stato eseguito nell’ambito dei servizi di prevenzione e contrasto ai reati di violenza di genere, su disposizione della Procura della Repubblica di Padova, Ufficio Esecuzioni Penali. L’uomo è stato rintracciato in zona Arcella dal personale della Questura ed era già stato destinatario, in passato, delle misure cautelari dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e poi definito nel percorso giudiziario, il 41enne si era reso responsabile di condotte violente, fisiche e psicologiche, nei confronti della moglie, spesso in stato di escandescenza e sotto l’effetto di sostanze alcoliche. In una delle occasioni contestate, mosso da gelosia e dal sospetto di una presunta relazione extraconiugale, avrebbe aggredito la donna, sottraendole il telefono cellulare e provocandole lesioni personali giudicate guaribili in sette giorni.
La vicenda principale risale alla mattina del 5 ottobre 2022, quando gli agenti delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico intervennero in un’abitazione dell’Arcella dopo una richiesta di aiuto arrivata al 113 dalla figlia della vittima. La ragazza aveva segnalato una violenta aggressione appena avvenuta da parte del marito della madre, che nel frattempo si era allontanato.
La richiesta di aiuto della figlia e il ritrovamento del cellulare
Una volta arrivati sul posto, i poliziotti trovarono tracce di sangue ancora fresche nell’area condominiale esterna, lungo le scale e sul pianerottolo del terzo piano. La donna era a terra, in stato di shock, tra i vetri di una porta danneggiata, con forti dolori alla gola e segni compatibili con l’aggressione appena subita.
Agli agenti la vittima riferì di essere stata aggredita mentre rientrava a casa dopo avere accompagnato la figlia minore a scuola. Secondo il suo racconto, il marito l’avrebbe spinta nell’appartamento, colpita, fatta cadere e stretta al collo, dopo avere danneggiato con un pugno una vetrata. L’uomo le avrebbe poi sottratto il cellulare per cercare presunti elementi legati a un tradimento.
L’intervento della figlia maggiore, svegliata dalle urla della madre, permise di interrompere l’aggressione e di chiedere aiuto. Le pattuglie avviarono subito le ricerche del fuggitivo, rintracciandolo poco dopo nei pressi di una tabaccheria, dove avrebbe tentato di nascondere il telefono sottratto alla donna.
Dopo l’arresto in flagranza per maltrattamenti e rapina, la vittima fu accompagnata in pronto soccorso, dove le vennero diagnosticate lesioni al collo e alle braccia. All’esito dell’udienza di convalida, nei confronti dell’uomo erano state applicate le misure dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento. Ora, con l’esecuzione dell’ordine di carcerazione, il 41enne è stato associato alla casa circondariale per l’espiazione della pena.
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