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Veneto, parte la manovra 2026–2028: cronoprogramma e priorità per uscire dall’esercizio provvisorio

14/01/2026

Veneto, parte la manovra 2026–2028: cronoprogramma e priorità per uscire dall’esercizio provvisorio

Con la presentazione del cronoprogramma in Giunta, la Regione del Veneto apre ufficialmente il ciclo che porterà a Bilancio di previsione, Collegato e Legge di stabilità regionale. Il percorso comincia in una fase di esercizio provvisorio, condizione che obbliga a gestire la spesa con la logica dei “dodicesimi”, ma l’assessore al Bilancio Filippo Giacinti rivendica una impostazione già definita: rispetto dei vincoli di finanza pubblica, conti sostenibili, continuità amministrativa e tutela dei servizi, con la sanità in cima alle priorità operative.

Il passaggio politico-amministrativo, in realtà, è anche tecnico: mettere in asse la programmazione regionale con il quadro nazionale delineato dalla legge di bilancio dello Stato per il 2026 e per il triennio 2026–2028, richiamata dall’assessore come riferimento necessario per definire margini, contributi e obiettivi.

Direttive di budget: cosa chiedono alle strutture regionali

Il punto di snodo annunciato è martedì 20 gennaio, data in cui sarà formalizzato il processo di costruzione del Bilancio di previsione 2026–2028 e il quadro di riferimento finanziario e programmatico entro cui dovranno muoversi tutte le strutture regionali. Le Direttive di budget, che la Giunta prevede di approvare la settimana successiva, diventano la griglia con cui si chiede alle direzioni regionali di trasformare linee politiche e vincoli normativi in numeri, capitoli e scelte di spesa.

Nelle indicazioni anticipate rientrano diversi elementi che incidono direttamente sulla capacità di manovra: il contributo del Veneto agli obiettivi nazionali di finanza pubblica; la richiesta alle strutture di formulare proposte di entrate e spese per il triennio, distinguendo tra risorse a finanziamento statale, comunitario e di altri soggetti; la parte legata al fabbisogno sanitario regionale; il tetto massimo di spesa per il personale per ciascuna annualità; le risorse per il cofinanziamento regionale della programmazione comunitaria. C’è poi un capitolo meno visibile ma decisivo per l’equilibrio: la quantificazione dei fondi di accantonamento, pensati come presidio contro scostamenti e rischi di bilancio.

Il calendario politico: dai Ddl in un mese all’iter in Consiglio entro aprile

Sul piano del metodo, Giacinti insiste su responsabilità e trasparenza, mentre il cronoprogramma mira a comprimere i tempi senza comprimere il confronto. La traiettoria indicata è serrata: nelle prossime settimane proseguirà il lavoro interno e istituzionale, prima con le strutture e poi con gli assessorati, con l’obiettivo di arrivare alla definizione dei tre disegni di legge (Stabilità, Collegato e Bilancio) entro un mese. L’approvazione in Giunta viene collocata presumibilmente a inizio marzo, seguita dalla trasmissione al Consiglio per l’iter ordinario, che l’assessorato auspica di chiudere entro metà aprile.

La posta in gioco, nelle parole finali dell’assessore, è uscire il prima possibile dall’esercizio provvisorio per “spendere appieno” le risorse disponibili. Da qui la scelta di passare in rassegna i capitoli di bilancio alla ricerca di margini ulteriori da destinare al nuovo programma di governo, rivendicando però che la velocità non dovrà ridurre il contributo degli assessorati né il ruolo di Commissioni e Consiglio. La bussola resta politica, ma il percorso è tutto amministrativo: trasformare un programma in una manovra che regga i vincoli nazionali e tenga in piedi servizi e investimenti.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to