Veneto–MIT: via libera politico ai dossier, ora la partita si gioca su investimenti e tempi della Romea
15/01/2026
Il vertice tra il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini si chiude con un messaggio che, nelle comunicazioni istituzionali, ha un significato preciso: “esito positivo” vuol dire che i dossier restano in carreggiata e che, almeno sul piano politico, non si registrano frenate. Al tavolo hanno partecipato anche la coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione del MIT, Elisabetta Pellegrini, e la presidente della seconda Commissione consiliare regionale, Elisa De Berti, a sottolineare il legame tra indirizzo e lavoro tecnico.
I temi affrontati sono due, entrambi sensibili per ragioni diverse: la holding autostradale del Nordest, che mira a ridefinire assetti e programmazione della rete, e la statale Romea, che per chi vive e lavora lungo quell’asse rappresenta un nodo di sicurezza, affidabilità e connessione territoriale.
Holding autostradale del Nordest: dal “monitoraggio” alle scelte che contano
Stefani parla di una verifica “pienamente soddisfacente” sull’avanzamento dei dossier e di una conferma della “validità e sostenibilità” del progetto di holding autostradale, aggiungendo che il procedimento è stato avviato e che si procede con la valutazione degli investimenti.
È qui che una formula istituzionale diventa sostanza: una fase operativa, per un progetto di questo tipo, significa passare dall’architettura generale alle decisioni misurabili, quindi priorità degli interventi, quantità e qualità della spesa, modalità di realizzazione, compatibilità con i flussi di traffico e con la manutenzione ordinaria, senza scaricare sui territori costi indiretti non governati. Nella filiera infrastrutturale, la parola “investimenti” non è un’etichetta: indica il punto in cui la credibilità si mette alla prova, perché ogni scelta produce effetti su tempi, cantieri, pedaggi, cantierizzazioni e ritorni economici.
Statale Romea: variante di Chioggia e raddoppio del rettilineo, tra urgenza e cantierabilità
Sulla Romea Stefani rivendica un carattere di urgenza e ribadisce la volontà di procedere “senza perdere nemmeno un giorno”, con due direttrici: la progettazione della variante di Chioggia, per la quale i tavoli con i Comuni sarebbero già avviati, e l’ultimazione della progettazione per il raddoppio del rettilineo, presentato come risposta attesa da chi percorre quella strada quotidianamente.
La questione non è soltanto ingegneristica: una variante implica scelte sul tracciato, gestione degli accessi, interferenze con aree abitate e produttive, valutazioni ambientali, espropri, tempi autorizzativi; il confronto con i Comuni, se condotto bene, riduce contenziosi e sorprese, ma richiede trasparenza sulle alternative e sulle ricadute.
In controluce, l’obiettivo dichiarato di “rendere il Nordest un modello di efficienza infrastrutturale” chiama una verifica semplice: cronoprogrammi leggibili, passaggi pubblici coerenti, avanzamenti consultabili. Il vertice segna un’accelerazione di linea; adesso la differenza la farà la capacità di trasformare quella linea in cantieri gestibili e risultati percepibili.