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Veneto, meno dispersione e più promozioni: cosa raccontano i dati sugli scrutini 2024/2025

16/01/2026

Veneto, meno dispersione e più promozioni: cosa raccontano i dati sugli scrutini 2024/2025

Il calo della dispersione scolastica è uno di quei segnali che, letti con attenzione, dicono più della somma dei numeri: parla di studenti che restano dentro il percorso, di scuole che intercettano fragilità prima che diventino abbandono, di famiglie che trovano – o riescono a costruire – un sostegno quotidiano. Nel Veneto, il Rapporto sulla dispersione scolastica e sugli esiti degli scrutini finali 2024/2025 dell’Ufficio Scolastico Regionale mostra un miglioramento complessivo, con criticità ancora concentrate nei primi anni delle superiori e negli istituti professionali.

 

Il quadro regionale, intanto, conferma una scelta “veneta” degli indirizzi: 45,72% degli studenti frequenta i licei (quota sotto la media nazionale) e il Veneto registra la percentuale più alta di iscritti agli istituti tecnici: 37%, un dato che racconta una vocazione produttiva del territorio e una domanda di competenze spendibili.

 

Interruzioni in calo, ma i professionali restano l’area più esposta

Sul fronte della mancata conclusione degli studi, nel 2024/2025 si registra l’interruzione del percorso formativo per 2.755 studenti, pari all’1,36% della popolazione scolastica veneta: un valore in diminuzione rispetto alle rilevazioni precedenti. In tutte le province, però, gli istituti professionali continuano a presentare l’incidenza più alta di abbandono, confermando che lì si gioca la parte più delicata della partita.

 

Scende anche il numero degli studenti non scrutinati, che risultano 2.502 (l’1,51% dei frequentanti), con una tendenza alla diminuzione costante a partire dal 2021/2022: un indicatore che, pur tecnico, segnala una maggiore continuità di frequenza e un miglior presidio dei passaggi critici.

 

Scrutini ed Esame di Stato: i “colli di bottiglia” restano nei primi due anni

Gli esiti di giugno mostrano che la percentuale di non ammessi (dalla prima alla quarta) è del 5,47%, mentre la sospensione del giudizio riguarda il 23,06% degli studenti, con valori sostanzialmente in linea con il recente passato. La materia che più spesso determina la sospensione resta la matematica, con un incremento rispetto al 2021/2022 e una lieve riduzione rispetto al 2023/2024: un dato che merita letture didattiche puntuali, perché la matematica è spesso la spia di difficoltà cumulative, più che un inciampo isolato.

 

Dopo gli scrutini integrativi, la percentuale complessiva di respinti sale al 7,26%. La selettività si concentra nei primi due anni delle superiori, mentre nel triennio successivo le non ammissioni diminuiscono progressivamente, come se la scuola “tenesse” meglio quando l’indirizzo si consolida e la motivazione diventa più chiara.

 

All’Esame di Stato non sono stati ammessi 939 studenti (il 2,59%), con una diminuzione nei percorsi tecnici e professionali; poco più di un centinaio di candidati, pari allo 0,30% di chi ha sostenuto l’esame, non lo ha superato. In totale, dalla prima alla quinta, gli esiti negativi finali riguardano il 6,47% degli studenti, in calo rispetto al 2023/2024.

 

Nelle parole del direttore generale dell’USR Veneto Marco Bussetti, il miglioramento va letto come frutto dell’impegno degli istituti, ma anche come invito a “investire con decisione” nella prevenzione della dispersione, rafforzando le sinergie con gli enti locali; alle famiglie, nel periodo delle iscrizioni, viene suggerito di valutare con attenzione anche la filiera 4+2, indicata come percorso con prospettive occupazionali più nette.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.