Stretta alla compensazione dei crediti fiscali: soglia dimezzata a 50 mila euro
15/02/2026
La legge di Bilancio 2026 interviene su un meccanismo molto utilizzato da imprese e professionisti: la compensazione orizzontale dei crediti fiscali tramite modello F24. Con l’articolo 1, comma 116, della legge n. 199/2025, la soglia dei debiti iscritti a ruolo oltre la quale scatta il divieto di compensazione viene ridotta da 100.000 a 50.000 euro.
La modifica è puntuale e non riscrive l’intero impianto normativo. Restano infatti in vigore le disposizioni di riferimento contenute nell’articolo 37, comma 49-quinquies, del D.L. n. 223/2006 e nell’articolo 5, comma 7, del D.Lgs. n. 33/2025. Cambia esclusivamente il limite numerico che determina l’inibizione della compensazione orizzontale.
Compensazione orizzontale: cosa non si può più fare oltre i 50 mila euro
In concreto, se un contribuente presenta debiti iscritti a ruolo superiori a 50.000 euro, non può utilizzare in F24 i crediti fiscali per compensare debiti di natura diversa. È il caso, ad esempio, di un credito IVA utilizzato per pagare imposte o contributi differenti tramite modello F24.
La stretta riguarda la compensazione cosiddetta “orizzontale”, cioè quella che consente di utilizzare un credito maturato per una determinata imposta per estinguere debiti relativi ad altre imposte o contributi.
Rimangono però alcune importanti esclusioni. I crediti di natura previdenziale e assistenziale – come quelli INPS e INAIL – continuano a poter essere compensati anche in presenza di debiti iscritti a ruolo superiori alla nuova soglia. La norma, sotto questo profilo, non introduce restrizioni ulteriori rispetto al passato.
Un altro elemento rilevante è l’eliminazione, nel testo definitivo della legge, del divieto che avrebbe impedito l’utilizzo dei crediti derivanti da agevolazioni fiscali – inclusi quelli collegati alla cessione delle detrazioni per lavori edilizi – in compensazione con debiti previdenziali e assistenziali. Tale previsione, inizialmente inserita, è stata soppressa nel corso dell’iter parlamentare, evitando un impatto significativo sul comparto delle costruzioni.
Compensazione verticale e debiti esclusi dal calcolo della soglia
Resta pienamente operativa la compensazione verticale. I crediti che emergono dalla dichiarazione annuale possono essere utilizzati per compensare debiti della stessa natura direttamente all’interno della medesima dichiarazione. Un credito IRPEF può essere utilizzato per compensare debiti IRPEF; lo stesso vale per IRES, IVA o IRAP. Questo meccanismo non viene intaccato dalla nuova soglia.
Occorre poi considerare quali debiti concorrono al raggiungimento del limite dei 50.000 euro. Sono esclusi dal computo:
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i debiti oggetto di rateazione per i quali non sia intervenuta la decadenza dal beneficio;
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i debiti inclusi nella cosiddetta “rottamazione quinquies” prevista dalla legge di Bilancio 2026 (art. 1, commi 82-101), sempre che non sia maturata la decadenza.
Il dato dimensionale aiuta a comprendere la portata della misura. Secondo le informazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate in sede di audizione parlamentare del 27 marzo 2025, i contribuenti con carichi residui compresi tra 50.000 e 100.000 euro sono circa 890.000, pari a circa il 2% dei 44 milioni di contribuenti italiani. Il valore complessivo di tali carichi è stimato in circa 62 miliardi di euro, con un importo medio di 69.000 euro per contribuente.
La riduzione della soglia amplia quindi la platea dei soggetti per i quali la compensazione orizzontale viene bloccata, incidendo in particolare su imprese e partite IVA con esposizioni rilevanti verso l’agente della riscossione.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to