SMART TOUR, Jesolo capofila: il Veneto prova a governare i flussi con dati, digitale e qualità
25/02/2026
Il Veneto continua a macinare numeri che, da soli, basterebbero a definire una leadership nazionale: 74 milioni di presenze nel 2025, circa un milione in più rispetto all’anno precedente, con la conferma del primato italiano per volumi turistici. Eppure il punto, oggi, non è l’ennesimo record. Il nodo è più sottile e più urgente: governare quei flussi in modo intelligente, evitando che la crescita diventi pressione sulle città, sulle coste, sui servizi e sulla vita quotidiana di chi abita i territori tutto l’anno.
È su questa linea che il vicepresidente e assessore regionale al Turismo Lucas Pavanetto è intervenuto a Jesolo, durante la presentazione dei primi risultati del progetto SMART TOUR, finanziato dal Programma Interreg Europe. Il Comune di Jesolo, in qualità di capofila del partenariato, ospita e guida un lavoro europeo che si propone di trasferire buone pratiche e tradurle in politiche pubbliche più efficaci, con un’idea precisa: turismo più smart, destagionalizzato, di qualità e sostenibile, oltre che realmente accogliente e accessibile.
Dal “fare presenze” al distribuire valore: la sfida della gestione intelligente
La dichiarazione di Pavanetto mette in fila un concetto che, nella comunicazione turistica, viene spesso ridotto a formula: la crescita numerica non coincide automaticamente con il benessere del territorio. “Governare i flussi” significa programmare servizi, mobilità, sicurezza, pulizia urbana, capacità ricettiva, ma anche proteggere il diritto dei residenti a una qualità della vita alta. Vuol dire evitare che alcune aree vadano in saturazione mentre altre restino ai margini, e trasformare il turismo in un fattore di equilibrio, non di squilibrio.
Qui entra in gioco un dato significativo: le località del litorale raccolgono circa il 35% delle presenze, mentre l’80% si concentra in una ventina di destinazioni. Una geografia sbilanciata che chiede strumenti nuovi: analisi dei comportamenti, gestione dinamica della domanda, miglioramento dell’offerta fuori stagione, promozione integrata di mete meno battute, supporto a imprese e amministrazioni per costruire prodotti turistici coerenti e ripetibili.
Interreg, buone pratiche e politiche regionali: cosa porta SMART TOUR
SMART TOUR nasce da una concertazione europea e dispone di un budget complessivo di 1.845.515 euro, con 202.610 euro destinati al Comune di Jesolo. Il progetto si sviluppa su un arco temporale lungo, da maggio 2025 ad aprile 2029, proprio perché l’obiettivo non è l’evento spot, ma l’apprendimento strutturato: confrontare modelli, testare soluzioni, adattare strumenti al contesto veneto, misurarne gli effetti.
Il cuore dell’iniziativa è il trasferimento di pratiche che migliorino le policy regionali per lo sviluppo turistico, con una particolare attenzione a innovazione e digitalizzazione. “Smart” in questo caso non indica gadget tecnologici, ma un approccio: usare i dati per capire dove e quando si concentrano le presenze, quali sono i colli di bottiglia, quali servizi vanno potenziati, quali esperienze possono spostare la domanda verso periodi meno affollati. Dentro questa traiettoria rientrano anche accessibilità e inclusione, perché una destinazione “di qualità” non seleziona per barriere, ma amplia opportunità e fruizione.
Jesolo, con il ruolo di capofila, diventa così un laboratorio che può fare scuola soprattutto tra le località costiere: luoghi dove la pressione turistica è altissima e dove la destagionalizzazione non è uno slogan, ma una necessità economica e sociale. La partita, in prospettiva, riguarda la capacità di crescere “tutti assieme”, distribuendo presenze e benefici su più territori e riducendo l’asimmetria tra mete iper-sature e aree potenzialmente attrattive ma ancora sottoutilizzate.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.