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Rapporto Copernicus: il 2025 tra gli anni più caldi mai registrati nel mondo e in Europa

21/01/2026

Rapporto Copernicus: il 2025 tra gli anni più caldi mai registrati nel mondo e in Europa

Il 2025 si colloca tra gli anni più caldi mai osservati a livello globale ed europeo. A certificarlo è il Global Climate Highlights del servizio Copernicus, che fotografa un quadro termico ormai stabilmente sopra le medie storiche. Su scala mondiale, il 2025 risulta il terzo anno più caldo dall’inizio delle rilevazioni strumentali, con temperature appena 0,01 °C inferiori al 2023, mentre il 2024 mantiene il primato assoluto. In Europa, il dato è altrettanto significativo: anche qui il 2025 si posiziona al terzo posto, con scarti positivi diffusi e persistenti.

Le anomalie non si sono limitate a singole regioni. Le temperature sulla terraferma hanno raggiunto il secondo valore più elevato di sempre, mentre le aree polari hanno registrato condizioni fuori scala: record assoluto in Antartide e secondo valore più alto nell’Artico, segnali che confermano l’accelerazione del riscaldamento alle alte latitudini.

Gas serra, oceani caldi e soglia di +1,5 °C

Le cause individuate dal rapporto convergono su fattori strutturali. L’aumento continuo delle concentrazioni di gas serra, unito alla ridotta capacità dei pozzi naturali di assorbire CO₂, ha consolidato un livello di riscaldamento che non trova più compensazioni naturali efficaci. A questo si aggiungono le temperature marine record, legate al riscaldamento degli oceani, che alimentano scambi di calore e umidità con l’atmosfera, amplificando gli estremi.

Secondo le analisi condivise da Copernicus e dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale, l’attuale traiettoria rende concreto il rischio di raggiungere la soglia di +1,5 °C già entro la fine del decennio, anticipando di anni le stime iniziali fissate nel quadro dell’Accordo di Parigi. Il triennio 2023–2025 emerge così come una fase di riscaldamento particolarmente intenso, in cui la combinazione di forzanti antropiche e oceani più caldi ha creato le condizioni per eventi climatici estremi su vasta scala.

Eventi estremi e risposte politiche

Ondate di calore prolungate, tempeste violente, incendi di grandi dimensioni e anomalie idrologiche diffuse sono stati gli effetti più evidenti di questo contesto. La frequenza e l’intensità di tali eventi non appaiono episodiche, ma coerenti con un sistema climatico che ha già superato soglie critiche di variabilità.

In questo scenario, l’Unione europea ribadisce l’impegno a rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e a conseguire la neutralità climatica entro il 2050. Per l’anno in corso è atteso un nuovo quadro strategico volto a rafforzare la resilienza climatica e la gestione dei rischi, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione di territori e comunità agli impatti ormai evidenti del cambiamento climatico.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.