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Qualità dell’aria in Veneto, Venturini sul report Legambiente: “2025 tra gli anni migliori, ora serve concretezza per il 2030”

10/02/2026

Qualità dell’aria in Veneto, Venturini sul report Legambiente: “2025 tra gli anni migliori, ora serve concretezza per il 2030”

Il Veneto mostra segnali incoraggianti sul fronte dell’inquinamento atmosferico. È questo il quadro che emerge dal report “Mal’Aria 2026” di Legambiente e che l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini interpreta come una conferma del lavoro svolto negli ultimi anni: risultati positivi, senza trionfalismi, ma con la consapevolezza che la sfida vera è già proiettata verso gli obiettivi europei del 2030.

Secondo Venturini, il 2025 può essere considerato uno degli anni più favorevoli dell’ultimo periodo per la qualità dell’aria nelle principali città venete. Una valutazione che si appoggia anche a quanto riconosciuto dalla stessa Legambiente, che nel dossier evidenzia come i territori maggiormente esposti stiano finalmente mostrando miglioramenti tangibili, frutto di politiche e interventi progressivi.

I numeri del PM10: città venete dentro i limiti annuali

Nel dettaglio, i dati del dossier riportano che nel 2025 le medie annuali di PM10 risultano ampiamente entro l’attuale limite di riferimento fissato a 40 µg/mc. Le principali città venete si attestano infatti su valori inferiori ai 30 µg/mc: Padova e Rovigo registrano 27 µg/mc, Venezia si ferma a 26 µg/mc, mentre Verona arriva a 29 µg/mc.

Venturini sottolinea che questo dato assume particolare valore proprio per le caratteristiche geografiche del territorio, dove il ristagno dell’aria rappresenta un elemento strutturale e ricorrente. In questa prospettiva, l’attenzione non deve essere concentrata solo sui picchi giornalieri legati al meteo, ma sul trend complessivo: ed è su questo che, secondo l’assessore, si registra una stabilità sempre più evidente.

“Nessun trionfalismo”: miglioramenti reali, ma il lavoro non è finito

Nel commento dell’assessore emerge un messaggio volutamente prudente. Venturini evita letture celebrative e parla piuttosto di un percorso di consolidamento, in cui la qualità dell’aria migliora grazie a un impegno collettivo, fatto di interventi progressivi e continuità amministrativa.

La Regione rivendica un approccio basato su incentivi e innovazione, con l’idea che la transizione ambientale non possa essere gestita soltanto attraverso restrizioni o misure emergenziali, ma debba poggiare su strumenti capaci di accompagnare cittadini e imprese in un cambiamento sostenibile.

La sfida del 2030: risorse e pragmatismo per evitare costi sociali

Lo snodo centrale, per Venturini, è però quello legato ai nuovi traguardi europei. L’obiettivo del 2030 viene definito una sfida impegnativa, da affrontare con realismo e con investimenti mirati, puntando su tecnologie più pulite, rinnovo dei mezzi e mobilità sostenibile.

In questo senso, l’assessore cita con favore gli stanziamenti previsti dal Ministero dell’Ambiente guidato da Gilberto Pichetto Fratin, pari a circa 500 milioni di euro destinati alla mobilità sostenibile. Risorse che, secondo la Regione, rappresentano una leva fondamentale per offrire alternative concrete e per evitare che il peso della transizione ricada unicamente sulle famiglie.

Il messaggio finale resta chiaro: i dati del 2025 indicano che la direzione intrapresa è corretta, ma l’obiettivo non è limitarsi a rientrare nei limiti attuali. Il vero banco di prova sarà costruire politiche strutturali in grado di sostenere il cambiamento senza fratture sociali e con strumenti adeguati per i territori.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.