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Qualità dell’aria a Costa di Rovigo: i risultati della campagna Arpav 2025

10/01/2026

Qualità dell’aria a Costa di Rovigo: i risultati della campagna Arpav 2025

Tra fine gennaio e l’inizio di luglio 2025 Arpav ha condotto una campagna di monitoraggio della qualità dell’aria nel comune di Costa di Rovigo, utilizzando una stazione mobile posizionata in viale Emanuele. L’indagine, durata oltre cinque mesi, ha permesso di raccogliere un quadro articolato delle concentrazioni degli inquinanti atmosferici e di valutarne la conformità ai parametri stabiliti dalla normativa vigente, mettendo in relazione i dati con le condizioni meteorologiche che hanno caratterizzato il periodo osservato.

Il bilancio complessivo restituisce un contesto generalmente sotto controllo, con un’unica criticità stagionale legata all’ozono, fenomeno noto e diffuso su scala regionale durante i mesi più caldi.

Inquinanti primari: valori nella norma

I principali inquinanti di origine combustiva e industriale non hanno mostrato elementi di particolare preoccupazione. Il biossido di zolfo e il monossido di carbonio si confermano su livelli non critici, in linea con quanto rilevato negli altri siti della provincia di Rovigo. Anche per il biossido di azoto, tipicamente associato al traffico veicolare, le concentrazioni misurate restano stabilmente al di sotto dei limiti di legge.

Analoga situazione per il benzene e per il benzo(a)pirene, composti di interesse sanitario che spesso destano attenzione nei contesti urbani e industriali: i dati raccolti non evidenziano superamenti dei valori normativi. Per quanto riguarda il particolato, pur in assenza di misure dirette continue, l’analisi complessiva consente di stimare il rispetto dei limiti previsti, confermando un quadro coerente con quello delle stazioni di riferimento provinciali.

Ozono estivo e condizioni meteo

L’ozono emerge come l’unico inquinante critico nel periodo analizzato. Durante il semestre caldo, il valore obiettivo per la protezione della salute umana è stato superato in 18 giornate, pari a circa il 19% del periodo estivo. Si tratta di un’incidenza significativa ma non anomala nel contesto della pianura veneta, dove la formazione di ozono è favorita da elevate temperature e intensa radiazione solare.

Il 26 giugno 2025 è stato registrato un superamento della soglia di informazione sulla media oraria, fissata a 180 microgrammi per metro cubo, per la durata di un’ora. Non si sono invece verificati episodi tali da oltrepassare la soglia di allarme. I valori medi e il numero di superamenti risultano sostanzialmente allineati a quelli rilevati dalla stazione di riferimento di Rovigo – Largo Martiri, elemento che rafforza l’affidabilità del confronto territoriale.

L’analisi meteorologica offre ulteriori chiavi di lettura. In quasi la metà dei casi sono prevalsi regimi atmosferici abbastanza dispersivi, favoriti da una ventilazione modesta ma sufficiente a contenere l’accumulo degli inquinanti. Nel semestre caldo, le condizioni particolarmente favorevoli alla formazione di ozono, valutate in base alle temperature massime giornaliere, si sono presentate in circa il 19% delle giornate, un dato coerente con i superamenti osservati.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.