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Padova, visita del Questore Odorisio e del Prefetto Forlenza agli agenti feriti negli scontri di Torino

03/02/2026

Padova, visita del Questore Odorisio e del Prefetto Forlenza agli agenti feriti negli scontri di Torino

Nella mattinata di lunedì 2 febbraio, il Marco Odorisio, Questore della provincia di Padova, e il Giuseppe Forlenza, Prefetto, hanno fatto visita ai 18 poliziotti del II Reparto Mobile di Padova rimasti feriti durante i violenti scontri avvenuti sabato 31 gennaio lungo le strade di Torino.

L’incontro si è svolto presso la sede del II Reparto Mobile di Padova, alla presenza del dirigente Stefano Fonsi e dei funzionari del reparto. Un momento di confronto diretto e riservato, nel quale i vertici istituzionali hanno voluto portare personalmente il segno della vicinanza dello Stato agli agenti coinvolti negli scontri.

La vicinanza delle istituzioni e della cittadinanza

Durante la visita, Questore e Prefetto hanno salutato e ringraziato gli operatori per il servizio svolto, trasmettendo messaggi di solidarietà non solo a nome delle istituzioni cittadine, ma anche della comunità. Alla Questura di Padova sono infatti giunte numerose lettere di sostegno da diverse parti d’Italia, testimonianza di un’attenzione diffusa verso il lavoro delle forze dell’ordine e verso le conseguenze personali che episodi di violenza possono comportare per chi è chiamato a garantire l’ordine pubblico.

Una parte di questi messaggi è stata letta nel corso della mattinata, sottolineando il valore simbolico del momento e il legame tra la memoria di eventi passati e l’attualità del servizio quotidiano svolto dagli agenti.

Il ricordo di Filippo Raciti e il significato della cerimonia

La visita si è inserita nel contesto della cerimonia di commemorazione del 19° anniversario della morte di Filippo Raciti, ispettore della Polizia di Stato deceduto nel febbraio 2007 a seguito delle ferite riportate durante i disordini scoppiati a margine dell’incontro di calcio Catania–Palermo. In quell’occasione, violenti scontri di piazza videro l’uso di bastoni, pietre, bulloni e ordigni artigianali contro le forze dell’ordine.

Il richiamo a quella tragedia ha conferito ulteriore peso istituzionale e umano alla visita, ribadendo come il tema della sicurezza e della tutela degli operatori resti centrale e attuale. Un filo di continuità che unisce il ricordo delle vittime del passato alle ferite riportate oggi da chi opera in prima linea.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to