Padova, stop di 30 giorni a un bar in via dell’Internato Ignoto: licenza sospesa per motivi di ordine pubblico
06/02/2026
La Polizia di Stato di Padova ha notificato nella mattinata di mercoledì 4 febbraio un provvedimento firmato dal Questore Marco Odorisio che dispone la sospensione per 30 giorni della licenza di somministrazione di alimenti e bevande per un pubblico esercizio in via dell’Internato Ignoto. La misura è stata adottata ai sensi dell’articolo 100 del T.U.L.P.S., norma che consente interventi amministrativi nei confronti di locali ritenuti fonte di rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Secondo quanto ricostruito dagli uffici della Questura, il provvedimento nasce da una serie di elementi raccolti nel tempo: un’attività antidroga della Squadra Mobile, controlli ripetuti svolti dalle Volanti e ulteriori riscontri investigativi che avrebbero delineato un quadro di frequentazioni e condotte considerate incompatibili con la normale gestione di un esercizio aperto al pubblico.
L’indagine antidroga e l’arresto del 17 gennaio
Un passaggio ritenuto centrale nell’istruttoria riguarda quanto accaduto il 17 gennaio, quando gli investigatori della Squadra Mobile hanno arrestato un cittadino tunisino accusato di aver ceduto una dose di eroina a un acquirente italiano proprio all’interno del locale. Le successive verifiche avrebbero consentito di stabilire che il bar fosse utilizzato come luogo abituale per agganciare la clientela e concludere le cessioni.
La dinamica descritta appare particolarmente esplicita: il cliente avrebbe raggiunto il locale, si sarebbe seduto a un tavolo con lo spacciatore e lo scambio tra denaro e sostanza sarebbe avvenuto mentre gli agenti erano impegnati in un servizio di osservazione. Nelle dichiarazioni raccolte nell’immediatezza, l’acquirente avrebbe inoltre riferito che l’esercizio era percepito come un punto “sicuro” per l’acquisto di droga.
Controlli pregressi, frequentazioni e valutazioni della Divisione Anticrimine
Oltre all’episodio del 17 gennaio, la Questura ha valutato altri interventi effettuati nei mesi precedenti. Tra questi viene citato un controllo del 22 agosto, quando la Squadra Mobile avrebbe identificato due cittadini tunisini all’interno del locale: uno con precedenti per reati legati agli stupefacenti, l’altro risultato clandestino, destinatario di un decreto di espulsione e dell’ordine di lasciare il territorio nazionale, con successiva segnalazione all’autorità giudiziaria per l’inosservanza.
Nel provvedimento viene richiamata anche la posizione del gestore, una cittadina cinese di 50 anni, che non avrebbe aderito a un protocollo d’intesa locale orientato alla prevenzione di condotte illegali e situazioni di pericolo in prossimità degli esercizi commerciali. Secondo la ricostruzione della Questura, non risulterebbero inoltre misure ritenute adeguate per contenere o prevenire fenomeni di illegalità collegati alla gestione del contesto.
Al termine dell’istruttoria curata dalla Divisione Anticrimine, la sospensione della licenza è stata motivata dalla persistenza di una situazione considerata pericolosa e dal rischio per la salute pubblica connesso alla contiguità tra spaccio e consumo di sostanze stupefacenti. Per il locale, la conseguenza immediata è lo stop dell’attività di somministrazione per l’intero periodo stabilito.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to