Padova ricorda l’ispettore capo Filippo Raciti nel 19° anniversario della scomparsa
03/02/2026
Nella mattinata di lunedì 2 febbraio, presso gli impianti sportivi del Parco Brentelle, si è svolta la cerimonia di commemorazione del 19° anniversario della morte di Filippo Raciti, Ispettore Capo della Polizia di Stato, insignito nel maggio 2007 della Medaglia d’Oro al Valor Civile dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Davanti al monumento eretto in suo onore è stata deposta una corona d’alloro, seguita dalla benedizione del cappellano della Polizia di Stato Don Ulisse Zaggia. Un momento di raccoglimento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine nel segno della memoria e del rispetto.
La cerimonia al Parco Brentelle
Alla commemorazione hanno preso parte il Marco Odorisio, Questore della provincia di Padova, il Giuseppe Forlenza, l’assessore allo Sport Diego Bonavina, il dirigente del II Reparto Mobile di Padova Stefano Fonsi, insieme a funzionari e dirigenti della Polizia di Stato di Padova.
Nel suo intervento, il Questore Odorisio ha ricordato come il sacrificio dell’ispettore Raciti continui a rappresentare un monito contro ogni forma di violenza. Nel corso della cerimonia sono stati inoltre letti alcuni messaggi di solidarietà giunti dalla cittadinanza alla Polizia di Stato dopo i recenti fatti di Torino, a testimonianza di una vicinanza che va oltre le singole circostanze.
Il sacrificio durante gli scontri del 2007
Era il 2 febbraio 2007 quando, a margine dell’incontro di calcio Catania–Palermo, si verificarono gravi disordini nel capoluogo etneo. Durante le violente manifestazioni di piazza, le forze dell’ordine furono aggredite con bastoni, pietre, bulloni, bombe carta e altri oggetti contundenti. In quel contesto, Filippo Raciti, in servizio presso il X Reparto Mobile di Catania e impegnato nella scorta ai tifosi della squadra ospite, venne colpito con estrema violenza.
Nonostante le gravi lesioni riportate, Raciti continuò a coordinare i suoi uomini, rinunciando alle cure immediate. Solo successivamente si accasciò nell’auto di servizio, perdendo conoscenza. Trasportato in ospedale, morì dopo alcune ore. Il suo gesto rimane esempio di dedizione assoluta al dovere, di coraggio e di altruismo spinti fino al sacrificio della vita per la tutela della collettività.