Caricamento...

Padova365 Logo Padova365

Padova ricorda Giovanni Palatucci: 81 anni dalla morte del Questore di Fiume a Dachau

11/02/2026

Padova ricorda Giovanni Palatucci: 81 anni dalla morte del Questore di Fiume a Dachau

Nel “Giardino dei Giusti del Mondo” di Padova, in via Boccaccio, la Polizia di Stato ha commemorato l’81° anniversario della morte di Giovanni Palatucci, ultimo Questore di Fiume, deportato nel campo di sterminio di Dachau dove morì il 10 febbraio 1945 a soli 35 anni. Una cerimonia solenne, scandita dalle note del “Silenzio” e dalla deposizione di una corona di alloro, per ricordare una figura che ha lasciato un segno profondo nella storia civile e morale del Paese.

La cerimonia al Giardino dei Giusti del Mondo

Alla commemorazione hanno preso parte il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio, funzionari e rappresentanze del personale in servizio e in congedo della Polizia di Stato. La corona è stata deposta davanti all’albero dedicato a Palatucci, uno dei dieci piantati nel 2008 in occasione dell’inaugurazione del Giardino, luogo simbolico che rende omaggio a chi, in tempi oscuri, scelse di opporsi alla persecuzione e alla violenza.

La cerimonia è stata accompagnata dalla benedizione del Cappellano della Polizia di Stato, Don Ulisse Zaggia. Nel suo intervento, il Questore Odorisio ha ricordato il profilo umano e professionale di Palatucci, sottolineando i riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni: la Medaglia d’oro alla memoria conferita nel 1955 dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, il riconoscimento come “Giusto tra le Nazioni” da parte dello Yad Vashem nel 1990, la proclamazione a “Servo di Dio” da parte di Papa Giovanni Paolo II nel 2004 e la Medaglia d’Oro al Merito Civile assegnata dal Presidente della Repubblica nel 1995.

Un impegno pagato con la vita

Giovanni Palatucci operò prima come funzionario dell’Ufficio Immigrazione e poi come Questore reggente di Fiume, in un contesto segnato dalle leggi razziali e dall’occupazione tedesca. In quegli anni riuscì a impedire l’arresto e la deportazione di migliaia di ebrei e di persone perseguitate dal regime nazista, favorendone la fuga e offrendo protezione, nonostante i rischi personali sempre più evidenti.

Nel settembre 1944 fu arrestato dalla Gestapo con l’accusa di “cospirazione con il nemico”. Condannato inizialmente a morte, vide la sentenza commutata in deportazione. Trasferito a Dachau, morì dopo quattro mesi di stenti e sevizie.

Restano emblematiche le parole che avrebbe pronunciato prima della deportazione: «La Polizia significa vita, quella vita che serve ad aiutare il prossimo, quella vita che serve ad aiutare la povera gente». Un’affermazione che sintetizza il senso del suo servizio e la concezione di un ruolo vissuto come responsabilità verso gli altri.

La commemorazione padovana rinnova il valore di quella testimonianza, collocandola in uno spazio pubblico dedicato alla memoria dei “Giusti”, affinché il sacrificio di Palatucci continui a interrogare le coscienze e a rappresentare un punto di riferimento per le istituzioni e per la comunità.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to