Padova, concluso il percorso formativo del programma P.I.P.P.I. per la tutela dei minori
06/03/2026
Si è concluso giovedì 5 marzo 2026 il percorso di formazione previsto dal programma P.I.P.P.I. – Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione, iniziativa dedicata alla tutela dei minori e al rafforzamento della collaborazione tra scuola, servizi sociali, sanità e famiglie.
L’attività formativa, avviata nel novembre 2025, ha coinvolto 62 insegnanti e sette Istituti Comprensivi della città di Padova, con l’obiettivo di sviluppare strumenti condivisi per riconoscere precocemente situazioni di vulnerabilità e attivare percorsi di sostegno rivolti ai bambini e ai loro nuclei familiari.
Gli istituti scolastici coinvolti nel progetto sono stati: Istituto Ardigò, Istituto Petrarca, Istituto Donatello, Istituto Volta, Istituto Ricci Curbastro, Istituto Vivaldi e Istituto Galilei. Il percorso si è sviluppato secondo la metodologia della ricerca-azione-formazione partecipata, con la collaborazione diretta degli insegnanti e degli operatori dei servizi territoriali.
Scuola, servizi e famiglie: una rete per il benessere dei bambini
Il progetto si basa sull’idea che la collaborazione tra scuola, servizi sociali e famiglie rappresenti uno degli strumenti più efficaci per sostenere la crescita dei minori e prevenire situazioni di disagio.
Il Comune di Padova, in collaborazione con il Laboratorio di Ricerca e Intervento in Educazione Familiare dell’Università di Padova, ha sviluppato nel 2024 una proposta formativa innovativa all’interno del programma nazionale P.I.P.P.I. L’iniziativa ha coinvolto progressivamente gli istituti comprensivi della città con l’obiettivo di promuovere il ruolo attivo degli insegnanti nella lettura e nell’accompagnamento delle situazioni di fragilità.
Il percorso ha favorito la costruzione di un linguaggio comune tra i diversi soggetti coinvolti – scuola, servizi territoriali e famiglie – e ha contribuito a rafforzare i canali di comunicazione tra le diverse realtà che operano nel contesto educativo e sociale.
Tra gli obiettivi principali figurano il contrasto all’isolamento tra istituzioni e comunità educative e la costruzione di reti di supporto capaci di garantire ai bambini ambienti di crescita positivi e protettivi.
Un programma nazionale per prevenire l’allontanamento dei minori
Il programma P.I.P.P.I. nasce dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Laboratorio di Ricerca e Intervento in Educazione Familiare dell’Università di Padova, i servizi sociali territoriali, le scuole, le aziende sanitarie e le organizzazioni del privato sociale.
L’iniziativa punta a innovare le modalità di intervento nei confronti delle famiglie considerate vulnerabili, con l’obiettivo di ridurre il rischio di allontanamento dei bambini dal nucleo familiare di origine. Il metodo prevede un lavoro coordinato tra i diversi ambiti coinvolti – educativo, sociale e sanitario – e tiene conto anche della prospettiva dei genitori e dei bambini nella definizione dei percorsi di sostegno.
Il progetto ha preso avvio con una fase sperimentale nel 2011-2012, inizialmente rivolta alle città riservatarie della Legge 285/1997, per poi essere esteso dal 2014-2015 agli ambiti territoriali delle regioni e delle province autonome grazie al Fondo nazionale per le politiche sociali.
Un passaggio decisivo nel consolidamento del programma è avvenuto il 21 dicembre 2017, quando la Conferenza Unificata ha approvato le Linee di indirizzo per l’intervento con bambini e famiglie in situazione di vulnerabilità, documento che ha rafforzato l’impianto metodologico e istituzionale dell’iniziativa.
Il ruolo del Comune di Padova
Il Comune di Padova, capofila dell’Ambito Territoriale VEN-16, collabora da anni con le istituzioni e gli enti coinvolti per l’attuazione del programma.
L’assessora al Sociale Margherita Colonnello ha sottolineato l’importanza del progetto per la città:
“Attuare il programma P.I.P.P.I. significa rispondere al bisogno di ogni bambino di crescere in un ambiente stabile, sicuro e protettivo, contrastando situazioni che possono favorire disuguaglianze sociali, dispersione scolastica o separazioni inappropriate dalla famiglia di origine”.
L’approccio adottato, ha aggiunto l’assessora, mira a sostenere non solo il bambino ma l’intero nucleo familiare e la comunità di riferimento, attraverso azioni preventive e percorsi di accompagnamento che rafforzino le competenze educative e sociali.