Padova, circolo privato in via Sarpi chiuso per 60 giorni: “rischio grave per l’incolumità”, verso la revoca della licenza
09/02/2026
Un circolo privato di via F.P. Sarpi, a Padova, dovrà restare chiuso per 60 giorni in seguito a un provvedimento del Questore Marco Odorisio, adottato ai sensi dell’art. 100 del TULPS. Alla base della decisione, una serie di criticità ritenute incompatibili con la tutela della sicurezza pubblica, intesa soprattutto come incolumità delle persone presenti: sovraffollamento, uscite di emergenza non fruibili, irregolarità antincendio e un’attività di intrattenimento danzante assimilabile a una discoteca, svolta senza le autorizzazioni previste.
Il controllo rientra nei servizi straordinari di prevenzione dedicati ai locali di pubblico intrattenimento e si è svolto nella notte tra venerdì e sabato, con un’operazione congiunta che ha coinvolto Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia Locale e Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Il controllo notturno e la “discoteca” non autorizzata
L’intervento è iniziato alle 2.40 di sabato 7 febbraio, quando gli operatori sono entrati nel locale e hanno trovato centinaia di persone intente a ballare, con un DJ in consolle e musica diffusa come in un evento da pubblico spettacolo. Proprio questo elemento, secondo quanto ricostruito dagli accertamenti, ha reso evidente una gestione che andava oltre la normale attività associativa, configurando una forma di intrattenimento danzante priva di autorizzazione ai sensi dell’art. 68 TULPS, contestata con una sanzione amministrativa.
Durante il controllo sarebbe stata rilevata anche l’assenza del presidente e del legale rappresentante dell’associazione; presente invece il responsabile della serata e della somministrazione di alimenti e bevande, incaricato della gestione del bar interno.
Sovraffollamento, uscite bloccate e violazioni antincendio
Il punto più delicato riguarda le condizioni di sicurezza: all’interno erano presenti circa 300 avventori e 12 lavoratori, a fronte di una capienza massima indicata in 200 persone. Secondo i rilievi, il sovraffollamento avrebbe raggiunto il 50% oltre il limite, peraltro in assenza del certificato di agibilità previsto dalla normativa.
I Vigili del Fuoco hanno riscontrato ulteriori irregolarità sul rispetto delle prescrizioni del Certificato di Prevenzione Incendi, che fissava la capienza e le condizioni di esercizio. Particolarmente critico il tema delle vie di fuga: le uscite di sicurezza sarebbero risultate coperte da pesanti tendaggi e, in tre uscite su quattro, è stato segnalato un malfunzionamento del sistema di apertura antipanico. Con queste premesse, gli operatori hanno fatto defluire le persone presenti e concluso le attività ispettive alle 6.00.
Sul fronte amministrativo e fiscale sono emerse altre contestazioni: mancata esposizione dell’autorizzazione per la somministrazione al bar (con sanzione), irregolarità sugli scontrini per guardaroba e bevande rilevate dalla Guardia di Finanza, oltre ad accertamenti dell’Ispettorato del Lavoro sulla posizione del personale e rilievi tecnici relativi a piano di evacuazione e documentazione degli impianti.
Seconda chiusura ex art. 100: proposta di revoca al Prefetto
Il provvedimento di sospensione per 60 giorni assume un peso ulteriore perché si tratta della seconda chiusura ex art. 100 per lo stesso circolo: un precedente stop di 30 giorni era stato disposto nel novembre 2023, già allora per presunte condizioni analoghe legate a uso “da discoteca”, sovraffollamento e carenze. Proprio per questa recidiva, il Questore trasmetterà al Prefetto la segnalazione prevista dal comma 2 dell’art. 100 TULPS, con proposta di revoca della licenza.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to