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NCC, il Governo fa un passo indietro: Veneto “salvo” dopo la sentenza della Consulta

14/01/2026

NCC, il Governo fa un passo indietro: Veneto “salvo” dopo la sentenza della Consulta

La scelta del Consiglio dei Ministri di rinunciare totalmente all’impugnativa della Legge della Regione Veneto n. 6 del 20 maggio 2025 – le “Disposizioni di adeguamento ordinamentale 2024”, che toccano anche la disciplina del noleggio con conducente (NCC) – pesa più di quanto possa sembrare a prima lettura. Non è un atto meramente procedurale: è la presa d’atto che, dopo la sentenza n. 163/2025 della Corte costituzionale, la partita sulle regole operative degli NCC non può essere giocata imponendo dall’alto vincoli uniformi, quando il campo di competenza indicato dalla Consulta è quello regionale, legato al trasporto pubblico locale.

La cornice giuridica: concorrenza, trasporto locale e confini dello Stato

Il nodo, come spesso accade, sta nelle parole: “tutela della concorrenza” da una parte, “trasporto pubblico locale” dall’altra. La Corte costituzionale, nel pronunciarsi sul ricorso della Regione Calabria contro alcune norme statali, ha giudicato illegittimo l’intervento dello Stato nella misura in cui pretendeva di regolare, in modo dettagliato, obblighi e modalità di svolgimento del servizio NCC. Tradotto: non basta etichettare una disciplina come misura pro-concorrenziale per sottrarla alla sfera regionale, se in concreto incide sull’organizzazione e sull’operatività di un servizio che, per natura, vive dentro i territori.

Dentro questo perimetro finiscono anche vincoli che negli ultimi anni hanno alimentato tensioni e contenziosi: l’obbligo di compilare il Foglio di Viaggio secondo regole prefissate, l’attesa minima di 20 minuti tra prenotazione e inizio del servizio quando la corsa non parte dalla rimessa, il divieto di contratti continuativi con intermediari come hotel e tour operator, fino alla pretesa di un canale esclusivo – l’app ministeriale – per il foglio di servizio elettronico. La sentenza 163/2025 ha “cancellato” proprio quel tipo di intervento, considerato eccedente rispetto alle competenze statali.

Che cosa cambia davvero in Veneto per imprese, clienti e turismo

Il Veneto aveva già imboccato una strada autonoma: con la legge regionale 6/2025 ha rivendicato una gestione più snella del servizio nei confini regionali, riconoscendo che l’obbligo del “foglio di servizio” possa considerarsi assolto anche tramite contratto o lettera d’incarico, anche in formato digitale. La rinuncia del Governo all’impugnativa consolida questo impianto e, soprattutto, riduce l’incertezza che negli ultimi mesi ha pesato sulle imprese: meno rischio di stop and go normativi, meno investimenti rimandati, meno ambiguità nelle verifiche.

Le reazioni delle associazioni raccontano bene il clima: Confartigianato NCC Veneto, con il presidente regionale Renzo Dalla Montà Ferdori, parla di una “vittoria del buon senso” e di un riconoscimento della libertà d’impresa anche per il comparto; CNA Fita NCC e Bus Veneto, con Lerry Valbusa, insiste invece sul valore del lavoro di concertazione con la Regione e su un obiettivo pratico, quasi quotidiano: procedure semplificate che permettano di lavorare con serenità, senza sentirsi ogni settimana appesi a un cavillo.

Il dato di contesto non è marginale: in Veneto si contano circa 3.000 autorizzazioni NCC. Significa un tessuto di micro e piccole imprese che incrocia mobilità urbana, collegamenti aeroportuali, accoglienza turistica, eventi e servizi alle aziende. Se il quadro normativo torna stabile, il vantaggio non resta confinato agli operatori: si riflette sulla continuità del servizio, sulla possibilità di programmare turni e contratti, sulla gestione dei picchi stagionali, sulla capacità di rispondere in modo ordinato alle richieste di hotel, strutture congressuali, tour operator.

Il punto politico, alla fine, è chiaro: il Veneto “fa scuola” non perché inventa una deregulation, ma perché ottiene una conferma istituzionale del proprio spazio regolatorio. E quando una filiera che vive di prenotazioni, tempi certi e tracciabilità digitale smette di lavorare sotto minaccia di rovesciamenti normativi, la differenza si vede, prima ancora che nei bilanci, nell’organizzazione concreta del servizio.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.