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Eurobarometro: cresce il consenso per l’UE, euro e difesa comune ai massimi storici

14/01/2026

Eurobarometro: cresce il consenso per l’UE, euro e difesa comune ai massimi storici

L’ultima rilevazione Eurobarometro restituisce un’immagine meno ambivalente di quanto suggeriscano spesso le polemiche nazionali: tre europei su quattro (74%) giudicano vantaggiosa l’appartenenza all’Unione e l’idea di un’Europa più capace di decidere, proteggersi e incidere nel mondo raccoglie un consenso che, per ampiezza e stabilità, va oltre la contingenza. In un contesto geopolitico segnato da conflitti, frizioni commerciali e pressioni sulla sicurezza, i cittadini descrivono l’UE come un fattore di stabilità e chiedono un salto di qualità sul piano dell’autonomia economica e della postura internazionale.

Pace e sicurezza in cima alle priorità, insieme a lavoro e approvvigionamenti

Tra i temi che orientano la percezione pubblica emergono con forza pace e sicurezza, ma anche dossier più quotidiani e materiali: lavoro, approvvigionamenti e gestione della migrazione compaiono tra le priorità avvertite. È un ordine del giorno che racconta due livelli della stessa preoccupazione: la vulnerabilità esterna dell’Europa e la sua tenuta interna, fatta di prezzi, servizi, filiere, capacità di assorbire shock senza scaricarli sulle famiglie.

Su questo sfondo si colloca anche un atteggiamento pragmatico verso i rapporti economici: molti intervistati sostengono la diversificazione delle relazioni commerciali, letta come leva per ridurre dipendenze e rischi, soprattutto in una fase in cui le catene globali di fornitura sono più esposte a interruzioni e tensioni politiche.

Euro e difesa comune: sostegni “da record” e richiesta di un’Unione più assertiva

Il dato simbolicamente più forte riguarda la moneta unica: il sostegno all’euro raggiunge livelli record nell’Unione. Parallelamente, cresce l’adesione a una politica comune di difesa e sicurezza, che torna a essere percepita come un’esigenza concreta, non come un esercizio teorico da trattati. Qui il consenso non nasce soltanto da un’aspirazione federalista: è la risposta a un clima di incertezza che rende più plausibile, per molti cittadini, l’idea di strumenti condivisi e decisioni coordinate.

Da questa combinazione deriva la richiesta di un’UE più forte e più assertiva, capace di muoversi con maggiore indipendenza economica e con un profilo internazionale meno esitante, senza rinunciare a quel ruolo di “ancora” che una parte consistente dell’opinione pubblica continua ad attribuirle.

Ucraina, Russia e consenso sulle misure: un sostegno che regge nel tempo

Sul capitolo Ucraina, l’indagine registra un consenso ampio verso le principali misure adottate: accoglienza dei profughi, aiuti all’Ucraina e sanzioni contro la Russia mantengono un sostegno significativo. L’invasione russa viene indicata come una delle sfide principali e come una minaccia diretta alla sicurezza europea, elemento che contribuisce a spiegare perché il tema difesa abbia guadagnato centralità anche presso segmenti di pubblico storicamente più tiepidi su questo terreno.

Metodologia: oltre 26.000 interviste faccia a faccia in 27 Paesi

La rilevazione è stata condotta nell’autunno 2025 nei 27 Stati membri, con oltre 26.000 interviste faccia a faccia, un impianto che offre una base robusta per leggere tendenze e scostamenti tra Paesi, età e profili socio-economici.

 

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.