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Dissesto idrogeologico e frane: Ispra aggiorna dati e mappe sulla piattaforma IdroGEO

08/02/2026

Dissesto idrogeologico e frane: Ispra aggiorna dati e mappe sulla piattaforma IdroGEO

Il dissesto idrogeologico continua a rappresentare una delle fragilità strutturali più rilevanti del territorio italiano, non soltanto per la frequenza degli eventi, ma per la loro capacità di incidere in modo diretto su abitazioni, infrastrutture, beni culturali e attività produttive. Per offrire un quadro aggiornato e consultabile, l’Ispra porta avanti un lavoro sistematico di censimento e raccolta dati, svolto in collaborazione con Regioni e Province Autonome, che confluisce nella piattaforma nazionale IdroGEO, punto di riferimento per mappe e informazioni sulla pericolosità da frane e alluvioni.

Il caso di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, tornato al centro dell’attenzione dopo l’evento del 25 gennaio, evidenzia con forza l’importanza di strumenti di monitoraggio e aggiornamento continuo. Il dissesto, che sta continuando a interessare il centro abitato in prossimità del quartiere Sante Croci e della strada provinciale SP10, ha aperto un fronte lungo circa 4 chilometri, con un abbassamento del terreno di decine di metri lungo la corona della frana. Le caratteristiche geologiche dell’area — sabbie con livelli di arenaria poggianti su argille — contribuiscono a delineare un contesto naturalmente predisposto a fenomeni di instabilità.

Non si tratta, del resto, di un episodio isolato: la zona di Sante Croci era già stata colpita da una frana di vaste proporzioni il 12 ottobre 1997, confermando come Niscemi sia storicamente interessata da dissesti franosi, situazione documentata anche nell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia.

L’Inventario IFFI e la mappatura delle frane: oltre 684.000 eventi censiti

L’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI) rappresenta oggi uno dei principali strumenti conoscitivi nazionali. Secondo i dati disponibili, contiene oltre 684.000 frane censite sul territorio italiano, un numero che restituisce la complessità e la diffusione del problema, spesso sottovalutato fino a quando non si traduce in emergenza.

Nel caso di Niscemi, i geologi della Regione Siciliana e dell’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia sono impegnati in sopralluoghi e rilievi per procedere alla mappatura dell’evento, attività necessaria non soltanto per aggiornare l’IFFI, ma anche per alimentare il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), strumento operativo fondamentale per la pianificazione del territorio e la gestione del rischio.

L’aggiornamento continuo di questi archivi non è un dettaglio tecnico: significa avere basi solide per valutare vulnerabilità, programmare interventi e definire priorità in modo coerente, evitando che la prevenzione resti confinata a una fase successiva all’emergenza.

IdroGEO: consultazione rapida e consapevolezza del rischio anche da smartphone

IdroGEO nasce con una finalità precisa: rendere disponibili dati e mappe non solo agli specialisti, ma anche ai cittadini. La piattaforma è progettata per essere utilizzata facilmente anche da smartphone e consente, tramite la funzione “Verifica pericolosità”, di cercare un indirizzo o geolocalizzarsi direttamente sulla mappa. In questo modo l’utente può identificare il livello di pericolosità legato a frane e alluvioni in un raggio di circa 500 metri dal punto di interesse, che si tratti di un’abitazione, di un’attività commerciale o di un’area produttiva.

Si tratta di un passaggio culturale importante: la conoscenza del rischio non può essere appannaggio esclusivo delle istituzioni, ma deve diventare uno strumento quotidiano di consapevolezza territoriale, utile anche a chi vive e lavora in aree vulnerabili.

L’Ispra, nel quadro delle proprie funzioni istituzionali, pubblica inoltre con cadenza triennale il Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia, documento che costituisce il riferimento ufficiale nazionale per pericolosità e rischio. I dati dell’ultimo rapporto, presentato a luglio, restituiscono un quadro netto: il 94,5% dei comuni italiani è esposto a rischio frane, alluvioni, valanghe e/o erosione costiera; il 19,2% del territorio nazionale risulta classificato a maggiore pericolosità per frane e alluvioni. Inoltre, 1 milione e 280mila persone vivono in aree a pericolosità da frana elevata o molto elevata, mentre 6 milioni e 800mila sono esposti a rischio alluvione nello scenario a pericolosità idraulica media, con tempi di ritorno compresi tra 100 e 200 anni.

Tecnologie innovative e intelligenza artificiale per il monitoraggio

Accanto alla raccolta dati tradizionale, l’Ispra sta promuovendo anche la sperimentazione di strumenti tecnologici avanzati. Tra le soluzioni in fase di sviluppo figura il fotomonitoraggio, basato su sensori fotografici in grado di documentare nel tempo i cambiamenti morfologici e le evoluzioni di un dissesto. Parallelamente, viene indicato l’impiego dell’intelligenza artificiale per la raccolta, l’analisi e l’archiviazione delle informazioni, con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità dei contenuti e potenziare l’usabilità della piattaforma.

Tra le ipotesi operative citate rientra anche l’implementazione di un assistente virtuale capace di dialogare con l’utente, offrendo risposte e indicazioni sul dissesto idrogeologico. Un approccio che punta a rendere i dati disponibili non solo “pubblicati”, ma effettivamente comprensibili e fruibili, riducendo la distanza tra informazione scientifica e bisogni concreti del territorio.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to