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Acqua potabile, entrano in vigore nuove tutele UE contro le PFAS

21/01/2026

Acqua potabile, entrano in vigore nuove tutele UE contro le PFAS

L’Unione europea rafforza il quadro di tutela della salute pubblica introducendo nuovi limiti per le PFAS nell’acqua potabile. Con l’aggiornamento della direttiva europea sull’acqua destinata al consumo umano, tutti gli Stati membri sono ora tenuti a monitorare in modo armonizzato la presenza di queste sostanze e a trasmettere i risultati dei controlli alla Commissione europea, includendo eventuali superamenti dei limiti, incidenti e deroghe.

Il nuovo obbligo si inserisce nella strategia europea per la resilienza idrica, che mira a garantire il diritto di accesso ad acqua potabile sicura e a intervenire con urgenza sugli inquinanti che minacciano le risorse idriche. La direttiva, adottata nel 2020 e recepita dagli Stati membri entro il 2023, è stata ulteriormente supportata nel 2024 da linee guida tecniche pensate per assicurare criteri di controllo omogenei su tutto il territorio dell’Unione europea.

Un sistema europeo di sorveglianza sulle PFAS

Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni prende forma il primo sistema di sorveglianza sistematica delle PFAS nell’acqua potabile a livello europeo. Le PFAS, note come “sostanze per- e polifluoroalchiliche”, sono composti chimici persistenti, utilizzati in numerosi processi industriali e prodotti di uso quotidiano, la cui presenza nelle acque rappresenta una criticità crescente per la salute e per l’ambiente.

Il monitoraggio armonizzato consente non solo di individuare eventuali criticità locali, ma anche di costruire un quadro comparabile a livello continentale, utile per orientare le politiche ambientali e sanitarie. Gli Stati membri dovranno quindi adottare metodologie comuni e assicurare la trasmissione periodica dei dati, rendendo il sistema trasparente e verificabile.

Interventi obbligatori in caso di superamento dei limiti

La direttiva aggiornata prevede obblighi stringenti nel caso in cui i valori riscontrati superino i limiti fissati. Gli Stati membri devono intervenire per ridurre la concentrazione delle PFAS, informare tempestivamente i cittadini e adottare misure di tutela della salute pubblica. Tra le azioni previste rientrano, a seconda dei casi, la chiusura dei pozzi contaminati, l’introduzione di trattamenti aggiuntivi per l’acqua potabile e la definizione di piani correttivi a medio e lungo termine.

L’obiettivo non è soltanto reagire alle emergenze, ma prevenire situazioni di rischio attraverso una gestione più rigorosa e coordinata delle risorse idriche. In questo senso, l’aggiornamento della direttiva segna un passaggio rilevante nella politica ambientale europea, rafforzando il principio di precauzione e ponendo le basi per una protezione più efficace dei cittadini rispetto a contaminanti persistenti e difficili da eliminare.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to